Roberto Nanni: “Il Santos di Neymar ci negò la finale della Libertadores. Italia paese bellissimo, purtroppo sono arrivato dopo due interventi al ginocchio destro e non ho dato il meglio di me. Thiago Almada grande talento. Lautaro diventerà un calciatore importante” – ESCLUSIVA EC

Roberto Nanni: “Il Santos di Neymar ci negò la finale della Libertadores. Italia paese bellissimo, purtroppo sono arrivato dopo due interventi al ginocchio destro e non ho dato il meglio di me. Thiago Almada grande talento. Lautaro diventerà un calciatore importante” – ESCLUSIVA EC

In Italia ha vestito le maglie di Siena, Messina e Crotone, purtroppo le sue grandi doti da goleador sono state oscurate da qualche infortunio di troppo: “Appena giunto a Siena, non stavo benissimo fisicamente, avevo subito due interventi al ginocchio destro quando ero all’Almeria e non sono riuscito a dare il meglio di me”. Nonostante tutto, Roberto Nanni ricorda con piacere quel periodo: “L’Italia è un posto bellissimo dove puoi vivere senza problemi”, ha affermato Roberto Nanni in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it.

Il mondo del calcio ha conosciuto Roberto Nanni nella stagione 2002-03, quando realizzò 22 reti in 33 presenze con la maglia del Velez Sarsfield: “Lì ho trovato un ambiente familiare, resterà per sempre la mia casa”.

L’ex attaccante argentino ha vinto il titolo di capocannoniere della Copa Libertadores nel 2011 con il Cerro Porteno: “Sfortunatamente siamo stati eliminati in semifinale dal Santos di Neymar, che era più forte di noi in tutti i reparti”.

Ed è proprio col Cerro Porteno che ha iniziato la carriera da direttore sportivo: “Ho ricoperto questo ruolo fino al dicembre scorso, spero di poter tornare a lavorare al più presto come direttore tecnico”.

Questi i temi trattati da Roberto Nanni in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it.

Come stai trascorrendo la quarantena?

“Sono a casa mia ad Asuncion; provo a leggere tanto, guardo il calcio e mi rilasso. Ho smesso di lavorare recentemente, quindi ne approfitto per fare le cose che avevo in sospeso”.

Sei d’accordo con la decisione dell’AFA di interrompere il campionato a causa dell’emergenza Coronavirus?

“Suppongo che in questo tipo di situazioni non è sempre facile prendere decisioni per cause di forza maggiore. La gran parte dei dirigenti del calcio argentino, però, è d’accordo, quindi credo che non ci sia molto da discutere”.

Che ricordi hai della stagione 2002-03? Hai realizzato ben 22 reti stagionali con il Velez Sarsfield…

“È stato un anno molto produttivo sia individualmente che collettivamente; abbiamo combattuto contro River e Boca per la conquista del campionato e abbiamo sconfitto tutte le grandi squadre del calcio argentino. A livello personale, nella prima metà del 2003 ho segnato 15 gol in 17 partite. Questo score realizzativo è stato molto appagante a livello personale ed è un record in un campionato breve per un giocatore del Velez”.

Cosa significa per te il Velez?

“Velez è la mia casa, mi ha formato come calciatore d’élite. Arrivai giovanissimo nel club, provenivo dall’Alumni Azuleño, la compagine dove ho iniziato a giocare a calcio nella mia città e che era molto importante nella mia vita. Al Velez ho trovato un ambiente molto familiare, composto da persone meravigliose che mi hanno sempre trattato molto bene e mi hanno fatto sentire a casa. Il Velez mi ha dato l’opportunità di realizzare il mio sogno, quello di diventare un calciatore professionista; nel 2009 ho provato una forte emozione quando abbiamo vinto il campionato”.

Uno degli attaccanti del momento, in chiave mercato, è sicuramente Lautaro Martinez. Credi che il centravanti argentino resterà all’Inter anche nella prossima stagione o si trasferirà al Barcellona?

“Non so se resterà all’Inter o verrà acquistato dal Barcellona; credo che Lautaro ha saputo guadagnarsi un posto nell’élite del calcio mondiale in pochissimo tempo. Qualunque sia il suo destino, se mantiene questo livello diventerà un calciatore importante”.

Thiago Almada è pronto per giocare in Europa?

“Thiago Almada è l’ultimo grande prodotto della cantera del Velez. Penso che sia ancora giovane e non c’è fretta di farlo emigrare in Europa; l’economia in questi casi spesso accelera i processi, penso che calcisticamente sia un ragazzo molto capace e che possa continuare a crescere in Europa senza alcun dubbio”.

Hai giocato con Nicolas Otamendi al Velez nell’annata 2008-09. Già a quel tempo si potevano intravedere le sue qualità difensive?

“Nico ha dimostrato grande temperamento fin dal giorno in cui ha esordito in Primera Division; è riuscito a sfruttare la prima occasione che ha avuto, si è trovato nel posto giusto al momento giusto, parliamo di un ragazzo che proveniva dalla Primavera. In Europa la sua crescita è stata notevole ed è stato molto bravo ad adattarsi a diversi campionati e a marcare in modo esemplare i migliori attaccanti del mondo”.

Cosa è mancato a Roberto Nanni per imporsi in Italia?

roberto nanni siena

Roberto Nanni con la maglia del Siena.

“L’Italia è un paese bellissimo, ho un piacevole ricordo. Appena giunto a Siena, non stavo benissimo fisicamente; avevo subito due interventi al ginocchio destro nel periodo in cui ero all’Almeria e non sono riuscito a dare il meglio di me. Quando credevo che ormai il calvario fosse giunto al termine, subii un infortunio al ginocchio sinistro. In questi anni ho viaggiato molto, ho fatto visita ad amici ed ho girato l’Italia da turista; è un posto bellissimo dove puoi vivere senza problemi”.

Chi è il calciatore più forte con il quale hai giocato?

“Ho avuto la possibilità di giocare con molti calciatori forti; in Argentina facevo parte di un Velez molto competitivo che aveva in rosa gente del calibro di Pratto, Zarate, Ricky Alvarez, Basualdo. In Italia ho giocato assieme a Enrico Chiesa, Nicola Legrottaglie e Tudor tra gli altri. In Paraguay con Iturbe e Fabbro”.

Nel 2011 sei stato capocannoniere della Copa Libertadores con 7 reti e avete raggiunto la semifinale, persa poi con il Santos. Cosa è mancato per arrivare in finale?

“Disputammo una grande Copa Libertadores; sotto il profilo personale ho realizzato 7 reti laureandomi così capocannoniere della competizione battendo Neymar per un gol. Il Santos era una grande squadra e ci eliminò in semifinale; noi eravamo una compagine con un budget molto basso rispetto al club brasiliano, che possedeva calciatori di alto livello in tutti i ruoli”.

Quale match vorresti rigiocare?

“Forse mi piacerebbe rigiocare proprio le semifinali contro il Santos, anche se non ho nulla da rimproverarmi perché ho sempre dato tutto. Ho avuto la possibilità di giocare due finali e di vincerle entrambe, quindi sono molto soddisfatto”.

Chi era il tuo idolo?

“Il mio idolo, da sempre, è Gabriel Omar Batistuta, un calciatore impressionante”.

Presente e futuro di Roberto Nanni.

“Quando ho smesso di giocare ho avuto la fortuna di restare nel calcio; il Cerro Porteno mi ha dato la possibilità di diventare il direttore tecnico della Primavera e l’anno successivo il direttore sportivo della prima squadra, ruolo che ho ricoperto fino allo scorso dicembre. Spero di ritornare a lavorare al più presto, credo di possedere le qualità giuste per fare il direttore tecnico”.

 

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Cristiano Abbruzzese
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Giornalista pubblicista dal luglio 2012, è il direttore di EuropaCalcio.it.

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