In diretta a “Taca La Marca”, programma in onda su Radio Musica Television, è intervenuto Robert Jarni, allenatore di calcio ed ex difensore di Juventus e Torino tra le tante. Robert Jarni si è soffermato sulla ripresa del calcio e su tanti altri temi.

Ecco quanto emerso.

La ripresa del calcio: “Era ora, aspettavamo da tempo, purtroppo non ci sono i tifosi ma finalmente si riparte. L’intensità e la qualità non saranno come prima e per questo bisogna avere pazienza”.

Coppa Italia: “È possibile tutto, è difficile avere una partita entusiasmante con tante occasioni. Sarà bello rivedere le squadre in campo anche se la qualità non sarà il massimo”.

Pjanic: “È un giocatore molto importante per gli equilibri della squadra, ma non sono i calciatori a decidere del loro futuro. Negli ultimi anni è cresciuto molto e potrebbe andare via”.

Il futuro di Milik: “Milik è un giocatore molto interessante e qualunque squadra lo prenda farebbe un grande colpo. Potrebbe essere il sostituto di Mandzukic, ma se Sarri lo ha mandato via significa che non è interessato a quel profilo di calciatore”.

Jovic e Petkovic in Serie A: “Arrivare in Italia ed essere protagonisti è difficile. Bisogna vedere l’adattamento al calcio italiano, che è molto diverso da tutti gli altri campionati. Sono dei giocatori molto bravi ed interessanti”.

La Croazia del ’98: “Non è mai successo che Thuram segnasse la doppietta e fummo sconfitti, ci accontentammo con il terzo posto”.

Conte-Inter: “In ogni squadra è sempre stato forte, ora lo vedo cresciuto, molto serio e con molta più grinta. Sono felice di quello che sta facendo all’Inter”.

Boban-Milan: “È difficile decifrare cosa sia successo. È una persona che lavora seriamente e ama molto il Milan, quindi non capisco questa prematura rottura”.

Fabian Ruiz-Real Madrid: “Deve avere tempo per crescere e non è semplice vestire delle maglie così pesanti, è come arrivare in Italia ed indossare la maglia della Juventus. Le prime risposte si possono avere dopo diversi mesi”.

Vuskovic dell’Hajduk: “È molto giovane ma gioca davvero bene, sa cosa fare in campo e si è fatto subito notare”.

I derby di Torino: “Nel mio periodo il Torino non era all’apice del suo splendore. Con la maglia granata con si mollava mai e quella sfida era importantissima, stesso discorso valeva per la Juventus, il derby era una partita determinante”.

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