RIVOLUZIONE BARCELLONA – Le polemiche a inizio stagione scatenate da Gerard Piqué; gli infortuni, l’eliminazione dalla SuperCoppa, l’esonero di Valverde; e la lite tra Messi e Abidal. Sono solo gli episodi più eclatanti di una crisi, quella del Barcellona, che sta catalizzando l’attenzione di tutto il calcio spagnolo. Una crisi che ha origini molto profonde e che preannuncia una rivoluzione nella prossima estate di cui a fare le spese potrebbero essere senatori come lo stesso difensore, Busquets e addirittura Leo Messi.

I primi segnali che la stagione non sarebbe stata come le altre sono arrivati lo scorso settembre. Ad alimentare la miccia e le preoccupazioni dell’allora tecnico Valverde ci ha pensato Gerard Piqué; in netto disaccordo con la dirigenza per una programmazione estiva fatta di sei amichevoli in 18 giorni “spalmate” in tre diversi continenti. Da lì, secondo il difensore, la causa dei numerosi infortuni delle prime giornate; e la fatica per portare a casa risultati contro avversarie sulla carta molto meno attrezzate.

RIVOLUZIONE BARCELLONA – Ricomposta la frattura, tutto sembrava andare per il meglio. I blaugrana volavano in campionato e si prendevano agevolmente il primo posto nel girone di Champions. A conti fatti, però, era solo la calma prima della tempesta. A far partire definitivamente la crisi l’eliminazione dalla Supercoppa Spagnola che ha portato all’esonero di Valverde e all’arrivo in panchina di Setien, seconda scelta dopo il rifiuto di Xavi. Qualche giorno dopo è scoppiata anche la lite a distanza tra il ds Abidal e Leo Messi; che ha fatto sorgere i primi veri dubbi in oltre 15 anni sulla futura permanenza della Pulce in Catalogna.

Di tutte queste polemiche hanno risentito in maniera sensibile i risultati sul campo. Con 28 gol subiti in 23 giornate quella blaugrana è soltanto la settima difesa del campionato; il Real Madrid ha operato un sorpasso in vetta alla Liga che sembrava impensabile fino a qualche mese fa; ed è calata anche l’efficienza offensiva con il grave infortunio di Luis Suarez.

In grossa crisi anche il centrocampo. Quello che una volta era il fiore all’occhiello della squadra con i vari Iniesta, Xavi e Busquets, si sta rivelando oggi un reparto troppo lento e poco dinamico con giovani come De Jong e Arthur ancora acerbi; e con lo stesso Busquets, Vidal e Rakitic che superati i 30 anni non sembrano più in grado di reggere un’idea di calcio estremamente dispendiosa.

Problemi non nuovi e che erano emersi con forza negli ultimi due anni di Champions, coincisi con gli incredibili ko rimediati contro Roma e Liverpool. Ma soprattutto problemi strutturali che potrebbero portare a un nuovo corso che forse farà a meno dei senatori. In caso di rivoluzione estiva non avrà difficoltà a reinventarsi Gerard Piqué, uomo dai mille interessi e con un promettente futuro nel poker sportivo dove negli ultimi anni si è distinto come presenza fissa all’EPT di Barcellona.

Difficile vederlo in un’altra squadra. Più probabile che decida di dedicarsi alle sue numerose attività imprenditoriali o all’organizzazione di eventi sportivi. Discorso diverso per gli altri simboli blaugrana Busquets e Messi. Il primo potrebbe reinventarsi in un altro campionato mentre il secondo merita un discorso a parte. Il suo contratto prevede una clausola che gli permette di lasciare la Catalogna al termine di ogni stagione. Difficile però capire al momento chi potrebbe accollarsi un investimento così importante ad esclusione dei soliti PSG e Manchester City.

A gettare ulteriore benzina sul fuoco il recente diverbio Abidal – Messi. Il primo ha lasciato intendere che l’esonero di Valverde sia stato “sponsorizzato” dallo stesso argentino, sempre più padrone dello spogliatoio. Un’allusione che ha scatenato un’insolitamente violenta reazione social della Pulce e che è stata ricomposta a fatica dal Presidente Bartomeu.

Se la tregua è solo temporanea o se la miccia è destinata ad accendersi ancora lo dirà il resto della stagione. In caso di tracollo in Liga o di ennesima finale mancata in Champions (il prossimo avversario nei quarti è il Napoli) non basterà più l’intervento di un presidente in scadenza di mandato per risanare la frattura. E le big del calcio europeo sono tutte già alla porta per arrivare per prime sui gioielli catalani.

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