Era il 22 maggio 2011, si giocava Brescia – Fiorentina e quella fu l’ultima partita in Serie A delle Rondinelle. Il Brescia si schierava con Accardi in porta, Zebina, Bega e Zoboli in difesa, Baiocco e Filippini in mediana con Zambelli e Accardi sulle corsie esterne, Diamanti trequartista dietro alle punte Eder e Jonathas. L’allenatore era Beppe Iachini.

Sono passati 8 lunghi anni e ieri sera, grazie alla vittoria per 1-0 contro l’Ascoli, i lombardi hanno matematicamente conquistato la promozione in Serie A con due giornate d’anticipo. L’eroe di giornata è stato Daniele Dessena, uno che in stagione ha giocato poco. A dimostrazione che questo traguardo è merito di tutti: del vecchietto Gastaldello, del giovane Cistana, del futuro del calcio italiano Tonali, di Bisoli, di Torregrossa e di Donnarumma che finalmente si prende la A, quella A che già aveva conquistato con l’Empoli l’anno scorso. E poi è merito di Corini, che ottiene la promozione con la squadra con la quale aveva esordito da ragazzo, e di Cellino, il presidente che si prende la standing ovation del Rigamonti.

Una bella storia, una storia da raccontare e, possibilmente, da far durare. Puntellando la rosa ma senza stravolgerla e tenendo i migliori. Sì, anche Tonali. Il ‘nuovo Pirlo’ farebbe bene a restare a casa un’altra stagione per giocare continuità nella massima serie senza troppe pressioni. Ma ci sarà tempo e modo per parlarne, ora è il momento di festeggiare perché è giusto così.

Complimenti al Brescia, quindi, per questa cavalcata. Sarà pur vero che una rondine non fa primavera, ma sicuramente le Rondinelle fanno Serie A.

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