Rinnovo Milan Leao: nell’annosa questione concernente il prolungamento di contratto, Rafa dovrebbe dimostrare riconoscenza al club

La trattativa per il rinnovo del patto col Diavolo tra Rafael Leao e la dirigenza rossonera non ha ancora svelato l’enigma sul futuro del portoghese a tinte rossonere. A giugno 2023, considerando la scadenza naturale del contratto nel 2024, le strade del numero 17 e il Milan potrebbero separarsi definitivamente. Il calciatore, però, non dovrebbe condurre il Diavolo in un vicolo cieco come successo con i vari Donnarumma, Kessie e Calhanoglu.

I tre dissidenti, infatti, hanno lasciato Milanello tra promesse “presidenziali” (mancate) sotto forma del “torno dalla Coppa d’Africa e risolvo tutto” e le uscite dalle vie secondarie dell’ex portiere verso Parigi, nonché del turco verso l’altra sponda del Naviglio. Il comune denominatore di queste operazioni si è rivelato un vero incubo per i conti di una società che, sin dal luglio 2018, ha indicato nella sostenibilità finanziaria l’unico metodo utile per rispedire in archivio un dispendioso progetto cinese mai decollato.

Particolare, poi, la situazione dell’ex estremo difensore numero 99, che ha preferito virare verso i dorati lidi parigini giungendo alla naturale scadenza contrattuale col Milan. Ciò che gli si contesta maggiormente, non riguarda tanto una scelta da considerarsi anche legittima dal punto di vista professionale, quanto un’irriconoscente addio verso una società che l’ha messo al centro del palcoscenico all’età di 16 anni.

L’addio di Donnarumma, infatti, ha depauperato le casse di un club che ha perorato e protetto la carriera del portiere anche a fronte di errori tecnici e contestazioni all’epoca del primo complicato rinnovo targato Mirabelli.

Rinnovo Milan Leao: porte chiuse? Rafa esca senza sbattere

La causa legata al rinnovo di Leao potrebbe essere pressoché la stessa, in sostanza. Dopo averlo acquistato dal Lille per 28 milioni di euro nel 2019, il Diavolo ha sempre sostenuto e creduto nelle sue (innate) qualità tecniche, nonostante un atteggiamento non sempre irreprensibile mostrato sul terreno di gioco. All’inizio del percorso in rossonero, infatti, il portoghese aveva manifestato a più riprese una certa indolenza nei momenti decisivi dei match, nel classico e scolastico “potrebbe dare di più, ma non s’impegna”.

Tuttavia, nel momento in cui ha deciso di cambiare letteralmente passo e abbinare le grandi qualità tecniche ad un atteggiamento maturo e concentrato, le prestazioni di Leao hanno contribuito più che mai al Diavolo di cucirsi il diciannovesimo Scudetto sul petto. Un rendimento talmente elevato da consentire al classe 1999 di ricevere l’ambito premio quale MVP della Serie A. Con undici gol e un asse creato con Olivier Giroud, il portoghese si è rivelato decisivo per lanciare il Milan in vetta alla classifica e i tifosi rossoneri festanti nelle piazze italiane.

Il futuro dell’esterno, tra doppie procure con l’avvocato Dimvula e il procuratore Mendes, nonché il contenzioso da 19,8 milioni in essere con lo Sporting, appare quanto mai nebuloso. L’offerta di Maldini e Massara di 7 milioni di euro annuì, che lo renderebbero il calciatore più pagato dell’intera rosa, al momento, non sembra sia ritenuta all’altezza.

Come se non bastasse, Chelsea e Manchester City sarebbero pronte a soddisfare le richieste dell’entourage del portoghese, con offerte milionarie e stanziate sulla tripla cifra per le casse del Milan. Ed è proprio questo il nocciolo della questione: lo scrigno di via Aldo Rossi.

Rinnovo Milan Leao: porte chiuse? Rafa esca senza sbattere

Nel caso in cui non si trovasse un accordo per il rinnovo entro qualche mese, ciò che si rimprovererebbe anche a Leao sarebbe di abbandonare Milanello da un’uscita secondaria, dimostrando tutta la propria ingratitudine alla società.

Un’avventura con un’altra maglia sarebbe una scelta assolutamente legittima, figlia del normale e libero arbitrio, ma dovrebbe consentire al Diavolo di riempirsi le tasche massimizzando il guadagno derivato dalla cessione di un patrimonio della società.

Un altro eventuale addio a parametro zero, farebbe certamente lievitare qualche commissione, ma ridurrebbe la trattativa ad un livello di una bassezza già raggiunta nel recente passato. Quindi, a Leao, si richiede gentilmente di non sbattere la porta in faccia alle esigenze di un club che l’ha protetto ed a milioni di tifosi rossoneri che si esaltano per il suo surf.

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