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Ricorso Juve – Napoli: ecco le motivazioni della sentenza

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Ricorso Juve – Napoli – Il Collegio di Garanzia del CONI si è espresso in merito alla partita mai disputata tra Juventus e Napoli del 4 Ottobre scorso. Come ben sappiamo il ricorso del Napoli è stato accolto e il match dovrà essere regolarmente giocato.

Nella giornata odierna sono state depositate le motivazioni che sono alla base di quanto deciso dal Collegio di Garanzia; presieduto da Franco Frattini.

Le decisioni dei giudici “non hanno tenuto conto del sistema disegnato dal legislatore emergenziale e in particolare del criterio della gerarchia delle fonti”.

E il club partenopeo secondo la corte: “ha applicato il protocollo Figc vigente all’epoca che rimandava, con riferimento alla procedura da osservare in caso fosse accertata la positività Covid di un calciatore, alla circolare del Ministero della Salute del 18-6-2020; e, dunque, all’esclusiva competenza della ASL territorialmente competente”.

RICORSO JUVE – NAPOLI: LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA

Nelle motivazioni si legge inoltre che il ricorso del Napoli “è fondato e va accolto”; e che: “ha agito senza malafede e in piena coerenza con quanto stabilito dalla normativa vigente; e, che, di conseguenza, nessuna responsabilità può essere addebitata alla società in questione”.

Secondo quanto stabilito da le Sezioni Unite Del Collegio Di Garanzia: “la richiesta di informazioni e chiarimenti da parte del Napoli, lungi dall’essere un atto preordinato a precostituire un elemento per non adempiere un obbligo; costituiva diretta applicazione della suddetta circolare, atto normativamente superiore; rispetto al quale cedono tutte le norme federali incompatibili con la medesima”.

E per il Collegio Di Garanzia: “il provvedimento di legge o di carattere amministrativo emesso dalle competenti autorità che, per tutelare l’interesse pubblico a cui sono preposte, impone prescrizioni comportamentali o divieti; che rendono impossibile la prestazione dell’obbligato indipendentemente dalla sua volontà (cosiddetto factum principis); non può essere ravvisato nella nota della ASL Napoli 2 del 4 ottobre 2020, ma deve essere individuato nelle due note della ASL Napoli 1 del 3 ottobre 2020”.

Dunque, l’atto oggettivamente impeditivo della prestazione del Napoli risale già al 3 ottobre 2020. Ne consegue, secondo il Collegio di Garanzia che: il Napoli ha agito senza malafede e in piena coerenza con quanto stabilito dalla normativa vigente; e, che, di conseguenza, nessuna responsabilità può essere addebitata alla società in questione”. A riportarlo è il “Corriere Dello Sport“.

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