Ricordare, ringraziare e salutare. Ciao Edin e grazie

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PROSINECKI DZEKO INTER
PROSINECKI DZEKO INTER

Ricordare, ringraziare e salutare – Scrivere un editoriale non è mai stato così difficile. Solitamente è facile trovare le parole per esprimere il proprio pensiero o punto di vista, ma quando si parla di Edin Dzeko la situazione si complica inevitabilmente. Sono alcuni anni, ormai, che chi scrive ha preparato bozze in attesa dell’ufficialità del suo trasferimento. Questo perché sono alcuni anni, ormai, che l’attaccante è vicino a salutare la Capitale.

E allora scrivi, cancelli, scrivi, cancelli e adesso, che devi scriverlo davvero, non riesci. Sono passati pochi giorni da quando Dzeko ha dichiarato di non essere interessato al mercato, ma di essere concentrato solo sulla Roma. E adesso, invece, il suo addio è questione di ore. Ed è qui che il tifoso romanista entra in confusione e si divide in tre schieramenti. C’è chi lo saluta con entusiasmo, perché “vecchio e svogliato”. Chi, invece, è triste perché sa bene di perdere carisma, leadership e qualità.

Infine, c’è lo schieramento degli “equilibrati” ed è qui che vorrebbe collocarsi chi scrive. È vero che Dzeko, specie nell’ultimo anno, ha avuto qualche atteggiamento particolare. Tanto da arrivare a vedersi togliere la fascia da capitano da Paulo Fonseca. È vero che in questi anni non ha mai preso una posizione netta davanti alle voci di mercato. È vero che ha preparato la valigia diverso tempo fa ed era pronto a dire addio.

Ma chi tifa e a volte chi scrive, non conosce il “dietro le quinte”. Le conversazioni private, gli umori, le promesse e le aspettative sono tutti fattori che restano, appunto, “dietro le quinte”. E allora non bisogna giudicare nessuno, in questi casi. Ma ricordare, ringraziare e salutare. Quando Dzeko è arrivato a Roma, una marea di tifosi l’ha accolto tra cori e applausi.

Di gente con quell’esperienza, a Roma ne è arrivata veramente poca. E i tifosi lo sapevano. Ci sono stati i gol, le esultanze, la leadership, il carisma, la qualità, l’importanza della sua esperienza durante la partita contro il Barcellona. Edin è stato il punto di riferimento per i suoi compagni e il modello da seguire per quelli più giovani. E, non per ultimo, è diventato il terzo miglior marcatore della storia giallorossa.

Dopo sei anni, qualsiasi sia il motivo, Edin sta per salutare la Roma. Arriverà presto il suo sostituto e i tifosi andranno avanti, come sempre. Essere abituati a Totti e De Rossi non può giustificare pensieri estremisti. Quelle erano le eccezioni, mentre l’addio di Edin è la realtà. E quindi tutto ciò che bisogna fare è ricordare, ringraziare e salutare. Ciao Edin e grazie.

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