Dopo ben 4 stagioni all’Orvietana come responsabile del settore giovanile, per Riccardo Pellegrino è arrivata la chiamata del Bangor City; voluto fortemente dal tecnico Hugo Colace, Pellegrino ricopre il ruolo di allenatore in seconda della compagine gallese, che disputa il campionato di seconda divisione.

Per conoscere maggiormente aneddoti, metodi di lavoro e obiettivi stagionali del Bangor City, EuropaCalcio.it ha intervistato in esclusiva Riccardo Pellegrino.

Com’è nata la trattativa che ti ha portato al Bangor City?

“E’ nata nel natale 2019, quando Hugo Colace approdò al Bangor City come calciatore. Nelle telefonate che spesso ci facevamo, mi diceva che probabilmente quello era il suo ultimo anno da calciatore e che una volta conclusa la stagione, voleva proseguire la sua carriera come tecnico. A quel punto mi chiese, qualora fosse accaduto, di far parte del suo staff come allenatore in seconda. La pandemia che da lì a poco ha colpito il mondo intero ha accelerato questo processo. Dopo qualche mese arrivò la conferma del suo incarico ed io accettai senza pensarci su. Con Hugo ho un bellissimo feeling, lavorare insieme a lui per me è motivo di orgoglio e di crescita personale sotto tutti i punti di vista. Stessa cosa per Christian Minardi, ho avuto modo di giocarci da giovane ad Orvieto: è una persona squisita e un grande preparatore dei portieri”.

Quali sono i vostri obiettivi per la prossima stagione?

“Abbiamo avviato già dallo scorso anno la costruzione di un percorso per raggiungere gli obiettivi prefissati. Un percorso fornisce il quadro necessario per raggiungere gli obiettivi, rende significativo ogni giorno ed ogni singolo allenamento. La finalità di questo percorso è riportare il Bangor City dove merita di stare, nell’elite del calcio gallese e di partecipare alle qualificazioni delle coppe europee”.

Come si vive il calcio in Galles?

“Devo ammettere che il calcio si vive con molta passione, gli stadi sono ben attrezzati per accogliere i tifosi anche durante la settimana. I club sono come una famiglia, sono vivi, c’è molto attaccamento. Ogni stadio ha la propria club house, dove chiunque può stare e vivere la società a 360°. Purtroppo in questo anno passato a causa del covid non si è potuto vivere tutto questo”.

In che modo ti coordini con il tecnico Colace e l’allenatore dei portieri Minardi?

“La comunicazione è alla base di tutto, con Hugo e Christian ci riuniamo prima di ogni allenamento, in modo da coordinare tempi e finalità del lavoro. Cosi come a fine sessione ci incontriamo per valutare il lavoro svolto, per verificare se i ragazzi a fine seduta hanno metabolizzato le proposte indotte e se la seduta è stata fatta con qualità. Stessa cosa per le partite, c’è un meeting pre match, dove controlliamo che tutti i dettagli siano pronti per la partita. Il giorno dopo, invece, ci guardiamo il video in modo da poter rivedere e eventualmente correggere gli errori collettivi e individuali che verranno messi a disposizione dei ragazzi attraverso la match analysis”.

Quale giovane ti ha colpito nell’ultimo Europeo?

“Senza ombra di dubbio dico Pedri: un ragazzo che nel 2019 esordisce nel professionismo con il Las Palmas. Mi ricordo che il Barcellona lo comprò dopo un anno dal suo esordio nel professionismo per farlo crescere con calma facendogli fare il pendolo tra squadra B e prima squadra. Il 27 settembre del 2020 esordisce nella Liga, il 20 ottobre in Champions League , il 7 novembre segna il suo primo gol, a dicembre è titolare inamovibile, tanto è vero che a fine stagione colleziona 52 presenze 4 gol e 6 assist. Pedri riesce a sviluppare quella continuità di trama, di controlli e di passaggi del pallone in maniera naturale, precisa e armoniosa. Oggi è l’uomo di movimento su cui il ct della Spagna punta ad occhi chiusi”.

Presente e futuro di Riccardo Pellegrino…

“Il presente è Bangor, io e lo tutto lo staff sia concentrati sui nostri obiettivi. Il futuro si scrive attraverso il lavoro quotidiano. La cosa certa che il mio sarà sempre legato al Mister e allo staff“.

 

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