RIBERY TROFEO FIORENTINA – Parla per la prima volta Franck Ribery. Per la prima volta dopo la rapina, che ora sembra dimenticata grazie anche ai risultati positivi della sua Fiorentina. Parla Franck Ribery e si racconta alla Gazzetta dello Sport. Parla del calcio italiano e del futuro, di Commisso e della Fiorentina, fino ad arrivare al suo Bayern. Ecco le sue parole.

 

RIBERY TROFEO FIORENTINA

Sul calcio italiano: “Mi ha colpito il fatto che qui si vive per il calcio, si respira calcio, si cura molto la tattica con allenamenti intensi. Si vede che questo è un paese in cui il calcio è molto importante”.

Su Juventus e Inter: “Se può vincere la Champions? Non saprei proprio, davvero. Ci sono tante incognite, quest’anno ancora di più. L’Inter? La squadra è forte ovviamente, hanno tanti campioni ma stanno iniziando un nuovo percorso quindi ci vuole tempo. Però sono sulla strada giusta”.

Su Cristiano Ronaldo e Ibrahimovic: “Ronaldo è incredibile, mi colpisce la sua fame. Ha sempre voglia di migliorarsi, non si accontenta mai e questo è quello che fa la differenza. Anche Ibra è uno di quella specie, un leader, un trascinatore che migliora coloro che gli stanno vicino. Vive per quello che fa”.

Su Lautaro Martinez ed Eriksen: “Se il Toro vale i 110 milioni della clausola? Parlare di cifre è sempre difficile. Di sicuro è fortissimo ma è solo alla sua seconda stagione in Europa, vedremo cosa dirà il mercato. Con il Covid non so se le cifre saranno quelle di prima. Il danese è arrivato da pochissimo e fermarsi subito non è facile, non è riuscito ad ambientarsi per colpa del lockdown. Con il tempo mostrerà il suo vero valore”.

Sul futuro: “Io mi alleno e mi diverto ogni giorno e finchè mi diverto non smetto. Al futuro ci penserò quando sarà il  momento”.

Sulla Fiorentina: “In questa stagione avremmo potuto fare di più. Per adesso non siamo al livello delle big ma con un paio di innesti e con la crescita dei nostri giovani potremo toglierci molte soddisfazioni. Sarebbe bello regalare un trofeo ai tifosi viola. Mandzukic? E’ un campione ma deve decidere lui cosa vuole fare. Chiesa e Castrovilli sono fortissimi ma sono ancora giovani, devono pensare a lavorare e a crescere. Solo così potranno togliersi delle soddisfazioni”.

Su Commisso: “Rocco e la sua famiglia sono delle bravissime persone, lui ha un entusiasmo trascinante: è un riferimento per tutti noi. Ci sentiamo spesso prima e dopo le partite, ci sta sempre molto vicino”.

Sul Bayern: “Monaco di Baviera è la mia seconda casa, mi mancano tantissime cose a cominciare dagli amici che ho lì”.

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