RIBERY FIRENZE FUTURO – Frank Ribery è innamorato di Firenze: “Quando ho accettato di venire qui, non potevo sapere che sarebbe stato amore a prima vista. E invece è stato così, sin dalla sera della presentazione. Quella notte è stata speciale e la porterò sempre con me”. Parole del fenomeno arrivato dal Bayern. Parole che dimostrano quanto Scarface si sia già ambientato benissimo in Italia. Il Corriere della Sera lo ha intervistato e lui ha parlato a 360 gradi. Ecco ciò che ne è uscito.

 

RIBERY FIRENZE FUTURO – “Firenze come Marsiglia”

RIBERY FIRENZE FUTURO – Sulla scelta di Firenze: “Decisione di mia moglie? Non proprio. Avevo altri contatti, in Inghilterra e anche in Italia. Ma con i dirigenti viola è scoccata la scintilla. Parlando con Pradè e Barone, anche con l’allenatore Montella, ho sentito calore e fiducia nei miei confronti. E allora Wahiba mi ha detto: andremo a Firenze. Ora sono qui e sono felice”.

Sulla scelta di ridimensionarsi dopo gli anni al Bayern: “Sono venuto con la stessa determinazione che avevo in Germania. Firenze mi ricorda Marsiglia. La mentalità dei tifosi è la stessa, sono caldi e passionali. La gente qui vive per il calcio e mi spinge a dare l’anima per la squadra. Noi senza di loro siamo niente. La Fiorentina è un grande club con una grande storia ed è come una famiglia”.

Sugli applausi di San Siro: “È vero e conferma la bontà della scelta che ho fatto. La Serie A è un buon campionato, conosciuto nel mondo. Juve e Inter sono fortissime, anche Roma e Lazio mi piacciono e il Napoli è cresciuto nel tempo”.

Sulle differenze con la Bundesliga: “Ho giocato 12 anni in Germania dove si corre sino al novantesimo qualunque sia il risultato. Qui si lavora sulla tattica e c’è molta strategia, come in Francia. Bello, così posso sperimentare una cosa nuova”.

Sull’aiuto che offre ai giovani: “Lo faccio anche fuori. Vorrei aiutarli. Mi piace perché mi ascoltano. Vedono come lavoro, come mi alleno, anche come mangio. Ho vinto tutto nella mia carriera e loro prendono esempio da me. Voglio trasmettergli la mentalità. Io non ci sto mai a perdere, se succede mi arrabbio. Bisogna pensare a vincere, sempre. Non è facile, anzi è impossibile. Ma bisogna provarci. Io lo faccio persino nelle partitelle di allenamento”.

Sul ruolo di leader al Bayern: “Al Bayern eravamo in tre o quattro leader. Mi piace questo ruolo. Ho conosciuto Alaba che aveva 16 anni, lo portavo a casa mia a pranzo e lo incoraggiavo. Un giorno ha visto la mia Ferrari e il mio orologio al polso. Gli ho detto di non guardarli e di pensare solo a migliorare e di concentrarsi sul campo. Dopo, e solo dopo, sarebbe arrivato il resto. Alaba ce l’ha fatta e ora mi ringrazia. Qui parlo tanto con Chiesa e Castrovilli, sono ragazzi in gamba e vogliamo crescere tutti insieme”.

 

RIBERY FIRENZE FUTURO – “Montella bravo, voglio vincere”

Su Montella: “È bravo e conosce bene il calcio. Quello dell’allenatore è un mestiere duro perché sono sempre sotto pressione e quando non arrivano i risultati vivono male. All’inizio abbiamo perso due partite e non è stato semplice”.

RIBERY FIRENZE FUTURO – Sul ritiro: “Quando avverrà? Non lo so. Intanto due anni vanno bene, poi vediamo. Sono venuto qui perché ho fame e voglio riuscire a vincere qualcosa. Ma il futuro non si può prevedere”.

Sul presidente Commisso: “Lui e Joe (Barone ndr), sono persone sincere. E non false. Persone con un grande cuore. Per me è importante. Gente vera. E anche io sono vero”.

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