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Rampulla: “Roberto Baggio è un bene per l’Italia. Azmoun al Napoli? Mi piacerebbe vederlo in Italia”

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Ai microfoni di Radio Musica Television è intervenuto l’ex portiere della Juventus, Michelangelo Rampulla, il quale, durante il programma “Taca La Marca”, si è soffermato sulla situazione d’emergenza del calcio italiano e non solo.

Ecco quanto emerso.

La ripresa del calcio giocato: “Sono sempre per la salvaguardia della salute. Quando saremo pronti e non ci saranno rischi allora si potrà ritornare a giocare. Chi comanda vuole rientrare per altri motivi, ma a porte chiuse non è calcio”.

Decurtazioni degli stipendi: “Sono dell’opinione che chi guadagna di più deve dare una mano. Mi sembra impossibile ed inumano decurtare lo stipendio di chi gioca nelle categorie minori. I calciatori hanno una prospettiva di carriera che va fino ai 34/35 anni; dopo devono reinventarsi un lavoro. La Serie A dovrebbe aiutare, anche se il sostegno dovrebbe provenire anche da altri settori.”

La preparazione dei portieri durante la quarantena: “Sicuramente non è facile, ma un portiere per fare buoni interventi non ha bisogno per forza di tuffarsi. Personalmente ero un estremo difensore più di posizione – sottolinea Rampulla – e quindi avevo un buon controllo della palla; quelli come me sono più facilitati nell’allenamento in tali condizioni. Credo che per certi versi questo contesto possa favorire il migliorare determinate abilità.”

Semifinale in Coppa Uefa contro il Psg: “La ricordo benissimo quella doppia sfida, all’andata perdevamo per uno a zero, grazie alla rete di Weah che dimostrò tutto il suo grande valore, poi nella ripresa riuscimmo a ribaltare il risultato con la doppietta di Roberto Baggio. Al ritorno al Parco dei Principi vincemmo per uno a zero, poi quella stagione si concluse con il successo in finale contro il Borussia Dortmund.”

Baggio, il rapporto con la Juve: “Credo che Roberto sia un bene per tutta Italia e quindi è giusto non associarlo a nessuna maglia di club. Ha fatto grandi cose alla Juve, Fiorentina, Bologna, Brescia e soprattutto in Nazionale. Non so perché i bianconeri nel ’95 lo cedettero – ammette Rampulla –  forse il progetto dirigenziale era quello di vendere un campione per farne arrivare altri, come poi è successo anche in altre occasioni.”

Esordio in Serie A: “Ero alla Cremonese ed ho un ricordo dolce amaro. Fu bellissimo perché giocavamo a San Siro con l’Inter. Eravamo sull’uno a uno, poi l’arbitro concesse un rigore inesistente, che permise ai nerazzurri di vincere, per proteste fui espulso”.

Opportunità di lasciare la Juventus: “Durante la mia carriera ho avuto diverse offerte. Dopo il primo anno in bianconero mi richiesero Cagliari e Torino, ma io ho sempre rifiutato. A fine carriera ho avuto la possibilità di andare a Siena ma non mi andava, volevo chiudere il mio percorso calcistico con la maglia della Juventus”.

Il divertimento in allenamento: “Con Roberto Baggio mi divertivo ad ogni fine allenamento, visto che mi sfidava con punizioni e rigori. Un aneddoto con lui riguarda gli inizi carriera, quando giocavo a Cesena e lui a Vicenza; eravamo sull’uno a zero per noi ed era entrato da poco, quando fu decretato al club veneto un calcio di rigore. Vedendolo arrivare sul dischetto a soli 17 anni pensai di poterlo neutralizzare facilmente – spiega Rampulla – invece mi spiazzò. Nella mia esperienza in bianconero poi ho avuto il piacere di confrontarmi con tanti campioni come Del Piero, Vialli e Trezeguet.”

Lippi: “Il mio rapporto con Lippi è ottimo. Sono stato giocatore per 6 anni e per altrettanti sono stato preparatore dei portieri nel suo staff, sono contento di farne parte. L’esperienza in Cina è importantissima significa stare in campo e fuori sempre insieme e questa è una bella lezione di vita”.

Azmoun: “Con la Cina l’abbiamo affrontato per ben due volte, una per le qualificazioni ai Mondiali di Russia 2018 e soprattutto l’altra in occasione della sfida che ci è costata l’eliminazione dalla Coppa d’Asia, in cui è stato letteralmente decisivo. Sembra davvero un ottimo calciatore e sarei curioso di vederlo con la maglia del Napoli, in generale in Asia ci sono tanti calciatori che meriterebbero maggiore considerazione.”

Cristiano Abbruzzese
Cristiano Abbruzzesehttps://www.europacalcio.it
Giornalista pubblicista dal luglio 2012, è il direttore di EuropaCalcio.it.

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