RAFFAELE PALLADINO Non si può certo dimenticare la parentesi di Raffaele Palladino al Genoa, specie nella stagione 2008 2009, l’annata del quarto posto assieme alla Fiorentina. Gol, assist, giocate decisive. Appese le scarpe al chiodo Raffaele Palladino, che ha vestito la maglia del Genoa anche nella stagione 2017, allena l’Under 17 del Monza

RAFFAELE PALLADINO Intervistato su Instagram da Gianlucadimarzio.com, l’attaccante ha espresso un suo desiderio:

“Sarebbe bello tornare al Genoa. È sempre un onore, in qualsiasi veste. Adesso sono al Monza. La società è molto organizzata. Alleno i ragazzi a distanza grazie all’aiuto dello staff che li obbliga a registrare le sessioni d’allenamento per dimostrare che lavorano. Sono un pò duro con loro, sì, ma è un’età delicata, dove si presentano mille distrazioni».

RAFFAELE PALLADINO L’attaccante ha poi parlato dei suoi gol più belli realizzati in rossoblù:

Uno dei miei più belli il gol di tacco alla Fiorentina. Sicuramente il più pazzo, il più incosciente perché stavamo perdendo e dovevamo fare punti. È un colpo che facevo quando giocavo “alla tedesca”, con gli amici, perché valeva di più del gol al volo ed eliminava più velocemente chi stava in porta”

RAFFAELE PALLADINO Inevitabile un riferimento a Diego Milito compagno di squadra nel 2008 2009:

“Diego Milito m’impressionò fin dal primo allenamento. Più di Del Piero, Ibrahimovic e Trezeguet. Ci trovavamo a memoria in un Genoa strepitoso allenato da Gasperini”

L’attaccante ha poi ripercorso la straordinaria stagione con la maglia del Crotone dove rincotrò Juric, questa volta da allenatore:

Ero scettico ma ho accettato solo per Ivan. Molti mi preannunciavano la retrocessione in C, invece siamo saliti in A: abbiamo fatto festa per due o tre mesi di fila. Sono felice di aver segnato il gol promozione e il primo gol in Serie A della storia del Crotone, proprio al Genoa: era destino”

Poi un commento su Pietro Pellegri. Palladino è stato importante per la crescita del giovane attaccante nel Genoa, poi ceduto nel Monaco:

È il mio fratellino. Ci sentiamo quasi tutti i giorni. Pellegri è esploso forse troppo presto, quasi un paradosso: il merito va comunque a Juric che lo ha fatto debuttare. Non ho mai visto uno così forte alla sua età. A sedici anni aveva una potenza incredibile: in allenamento riusciva a tenere botta contro calciatori fisici come Izzo e Burdisso. Al Monaco i troppi infortuni ne hanno limitato la crescita”

Infine un’analisi sulla possibile ripresa del campionato:

C’è tanta confusione. Ci vorrà ancora del tempo perché la priorità è la salute. Il campionato si può completare ma con tanti controlli e tanti tamponi: al momento riprendere è difficile”

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