In diretta a “Taca La Marca”, programma in onda su Radio Musica Television, è intervenuto Raffaele Gragnaniello, ex portiere di Napoli ed Avellino tra le tante; Raffaele Gragnaniello si è soffermato sull’emergenza Coronavirus nel calcio e su tanto altro.

Ecco quanto emerso.

Decurtazione salariale: “I calciatori sono disponibili a tornare in campo, bisogna cercare di tutelare la loro salute e rispettare i protocolli; non sarà semplice specialmente in Serie C. Si aspetta qualche intervento dall’alto che sia risolutivo, soprattutto a livello economico. Ci sono ragazzi con stipendi umili che devono pensare alle loro famiglie, ciò ci dà la vera immagine del calcio; dove l’80% degli sportivi guadagna meno di cinquantamila euro lordi all’anno”.

Polizza assicurativa sul Covid: “Con il decreto legislativo del 23 febbraio 2000 n.38  l’INAIL ha esteso l’assicurazione in primis agli operatori sanitari; ma poi la medesima tutela è stata riconosciuta anche in altri ambiti in caso di contagio sul posto di lavoro”.

Meret: “Penso che il Napoli abbia uno dei portieri più forti del panorama italiano, secondo me ha potenzialità ancora inespresse; confrontarsi con una piazza come quella partenopea non è semplice. Gli azzurri farebbero bene a ricostruire intorno a lui e dargli la possibilità di esprimersi al meglio; è difficile sostituirlo visto che i più grandi estremi difensori sono sotto contratto. Può diventare uno dei migliori d’Europa”.

L’alternanza con Ospina: “Quando giocavo l’alternanza tra i portieri non esisteva, con il tempo le cose sono cambiate. Questo non mi fa impazzire considerato che l’estremo difensore ha bisogno di una grande forza mentale. La competizione a volte può stimolare e in altre situazioni può togliere fiducia. Io ero uno di quelli che cercava lo stimolo; ma contare sulla stima totale dell’allenatore ti porta ad avere una maggiore sicurezza dell’intero reparto difensivo. In caso di turn-over spesso per un gol subito si dà tutta la responsabilità al portiere”.

Portieri in quarantena: “Nel momento in cui conservi le caratteristiche fisiche di base, la testa non dimentica come si fa; quindi mentalmente un portiere è sempre pronto. Ovviamente mancano le misure, però dopo 4/5 allenamenti si ritorna più forti di prima. È come un infortunio di 3 mesi, non stai in squadra, non voli e perdi le distanze. Gli estremi difensori hanno un qualcosa in più, con il cervello riescono a sviluppare situazioni di gioco anche durante la partita; quindi con l’immaginazione si rimane sempre in attività”.

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