Quinteros Padova: “Con Colautti pessimo rapporto, oggi organizzo battute di pesca” – ESCLUSIVA EC

Quinteros Padova: “Con Colautti pessimo rapporto, oggi organizzo battute di pesca” – ESCLUSIVA EC

QUINTEROS PADOVA – Da gennaio a giugno 1998, il Padova – impegnato nel campionato di Serie B – ha annoverato un attaccante argentino di nome Jorge Quinteros, classe 1974 e soprannominato “Polo“.

I biancoscudati lo prelevano in prestito dall’Argentinos Juniors. Una volta arrivato c’erano molte aspettative su di lui. La squadra era inoltre impegnata in una difficile lotta per non retrocedere. L’obiettivo poi sfuma, poiché la squadra conclude il torneo al penultimo posto con 36 punti. Dal canto suo, Quinteros colleziona 6 presenze, delle quali solo due da titolare, per un totale di 172 minuti.

Anche per via dell’amara retrocessione in C1, si conclude così la sua esperienza nella città del Santo: a luglio torna infatti all’Argentinos Juniors. In carriera vanta anche una importante esperienza tra le fila dei cileni dell’Universidad Catolica, con cui ha realizzato 30 gol in 67 presenze nel biennio 2004-2006.

QUINTEROS PADOVA – Contattato in esclusiva da “Europa Calcio“, l’ex centravanti ha raccontato quella difficile esperienza in biancoscudato.

Di cosa si occupa oggi?

Non sono più nel mondo del calcio. Organizzo battute di pesca e vendo motori elettrici per barche“.

Durante la sua carriera da centravanti, per alcuni mesi ha giocato anche in Italia al Padova. Che ricordi ha di quell’esperienza?

Non fu un periodo facile, ma ricordo bene quanto a Padova sono cresciuto molto sia come calciatore che come persona. Mi ero trovato da solo, ma questo mi ha aiutato molto“.

Cosa non funzionò in particolare?

Ogni giocatore ha sempre bisogno di un periodo di ambientamento, cosa che io non ho avuto. Inoltre a volermi era stato Pillon, che proprio in quel periodo era stato esonerato. Tuttavia, il presidente mi ingaggiò ugualmente. E questa cosa non la sapevo, forse avrei fatto altre scelte. Colautti non mi voleva, e infatti dopo solo tre gionri avevo già capito che non c’era feeling con lui. Non mi piaceva, e non solo a me bensì a tutto il resto della squadra. Una volta un mio compagno gli disse di non dichiarare che squadra era incompleta, ma lui andò a riferire tutto al presidente (Viganò, ndr) e si creò un grande casino“.

A proposito della squadra, c’era un compagno con cui aveva legato in particolare?

La retrocessione fu un vero peccato, perché l’organico era buono, con ottimi giocatori. Se devo fare un nome, dico il capitano Lele Pellizzaro: ricordo ancora quanto mi aiutò“.

Della città di Padova, invece, cosa le è rimasto?

E’ una delle città più belle in cui sia mai stato, vorrei tornare un giorno con mia moglie per rivisitarla e anche per guardare dal vivo una partita del Padova. L’Euganeo mi piace e anche il pubblico padovano è molto caldo. E’ una realtà che meriterebbe di essere in Serie A“.

Oltre che in Italia, lei ha giocato anche in Spagna. Al Maiorca e con un certo Samuel Eto’o. Che giocatore era?

Era in prestito dal Real. Era ancora molto giovane, ma si intuiva che sarebbe diventato un campione. A parte il fatto che aveva dei colpi incredibili, in campo era molto altruista e si sacrificava per la squadra“.

 

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