PULCINELLI ASCOLI – In diretta a “Taca La Marca”, programma in onda su Radio Musica Television, è intervenuto Massimo Pulcinelli, patron dell’Ascoli. Massimo Pulcinelli si è soffermato sulla ripresa del calcio e su tanti altri temi.

PULCINELLI ASCOLI – Ecco quanto emerso.

La ripresa: “Analizzati i dati degli ultimi giorni, sono convinto che siamo quasi pronti per riprendere utilizzando tutte le dovute precauzioni. I protocolli momentanei sono esagerati e non contestualizzati con la situazione attuale, quindi dovranno essere normalizzati; confido nel buon senso e spero che si prenda presto una decisione. Ovviamente la priorità deve essere la salute del mio team; in tal senso ripongo grande fiducia nelle istituzioni ed in particolare nel ministro Spadafora e nei presidenti Gravina e Balata.”

I protocolli: “Le criticità sono evidenti, come il ritiro prolungato che mi sembra una follia. Se ci dovessero essere delle positività il contagiato andrà a casa, come un normale malato; pertanto non sarebbe necessario chiudere il campionato”.

Decurtazioni: “Il buon senso sta prendendo il sopravvento; credo che in Serie B stiamo ragionando su un massimo di due mensilità su cui intervenire. In Serie A la situazione è diversa, difatti si prevedono accordi anche in base ai futuri obiettivi raggiunti. In conclusione spero che vinca il calcio e che si torni a giocare presto”.

Progetti futuri per l’Ascoli: “Il primo obiettivo è la permanenza in B, questo è un obbligo. Possiamo contare su una rosa competitiva per poter raggiungere la zona playoff, visto che abbiamo anche una partita in meno; ovviamente è un traguardo molto difficile. L’anno prossimo avremo una squadra in Primavera 1”.

Stadi chiusi: “Sette delle undici prossime partite le dovremo disputare in casa, difatti il fattore casalingo è stato determinante in positivo per la nostra classifica; le partite a porte chiuse ci andranno a penalizzare. Qualora si riprenda però non bisogna soffermarsi su tale aspetto ma solamente a dare tutto in campo; pensando in particolare modo ai nostri tifosi. Il calcio senza supporters vale molto di meno e le tifoserie fanno la differenza; ma in questo momento dobbiamo accettare tale scelta”.

Scamacca: “Gianluca è un ottimo professionista e presto sarà il centravanti della nazionale italiana. È ancora molto giovane e ha tanti margini di miglioramento. Già a gennaio abbiamo avuto una chiamata dal Sassuolo che ci comunicava l’interesse di un club spagnolo e di uno italiano; ma siamo stati costretti a tenerlo visto che avevamo fatto già altre cessioni”.

Le difficoltà: “In questa situazione è ancora più difficile gestire un’azienda e una società sportiva; ma sono le avversità che la vita ci propone e dobbiamo affrontarle”.

Credere negli uomini: “Credo negli uomini, nella loro volontà e nelle loro capacità. Spesso molto dipende dal feeling tra società e allenatori. Ad inizio stagione avevo puntato su un tecnico giovane come Paolo Zanetti; ma qualcosa non è andato bene. Non c’è alcuna certezza in questo sport; bisogna sempre trovare le giuste alchimie tra calciatori, staff tecnico e società.”

Emozioni: “Ne ricordo parecchie, mi viene mente il primo successo della mia presidenza contro il Lecce, che poi avrebbe vinto il campionato. Un altro momento indelebile fu la presenza di Mazzone per i 120 anni della società; e non dimentico nemmeno la vittoria esterna contro il Benevento dello scorso campionato. Nel mio piccolo già ho provato tante belle emozioni ma spero di potere viverne delle altre e di maggiore valore”.

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