Fonti giudiziarie francesi hanno confermato che Nasser Al-Khelaïfi, presidente del Paris Saint-Germain (PSG), è indagato per “corruzione attiva” in relazione all’attribuzione sospetta dei Mondiali 2017 di Atletica a Doha (poi organizzati a Londra).

Anche Yousef Al-Obaidly, attuale capo del gruppo BeIN e membro del consiglio di amministrazione del PSG, è già sotto inchiesta, secondo quanto riportato dal quotidiano Le Monde.

Il giudice delle accuse del tribunale di Parigi, Renaud Van Ruymbeke, sospetta che Nasser Al-Khelaïfi abbia convalidato un pagamento di 3,1 milioni di euro a favore di Lamine Diack, a quel tempo presidente della Federazione internazionale di atletica leggera (IAAF).

Alla fine la IAAF ha concesso l’organizzazione della Coppa del Mondo 2017 a Londra, quindi Doha e il Qatar hanno dovuto attendere due anni e ospiteranno la competizione nell’estate del 2019.

Interrogato dal quotidiano Le Parisien, l’avvocato del presidente del PSG, Francis Szpiner, ha negato le accuse.

Il nome di Al-Khelaifi non appare in nessuno dei documenti – spiega l’avvocato del patron del Psg -. Le incriminazioni non sono basate su alcuna prova tangibile“.

Tutto partirebbe da un malinteso: “La prima udienza di Al-Khelaifi era stata richiesta perché il magistrato ha confuso Oryx QSI, società privata gestita dal fratello, con QSI, fondo sovrano che ha Al-Khelaifi come presidente“. Inoltre “non vi è alcun nesso tra i fatti in questione e il territorio francese quindi nulla giustifica la giurisdizione del diritto francese o dei tribunali francesi su reati oltretutto prescritti“.

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