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Prandelli: ”Italia sarrizzata? La qualità del palleggio può ricordare il Napoli di Sarri ma…”

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[df-subtitle]…ma Roberto Mancini è stato bravo a mettere in campo una squadra così. Bisogna ragionare passo per passo, ora tocca al CT scegliere se usare un centravanti vero o meno[/df-subtitle]

Cesare Prandelli, è intervenuto in diretta a “Un Calcio Alla Radio”, trasmissione in onda su Radio CRC Targato Italia, per parlare della vittoria conseguita ieri dalla Nazionale italiana contro la Polonia nella Nations League.

Queste le sue parole:
“Ieri ci siamo divertiti e abbiamo dominato dall’inizio alla fine. Complimenti a Roberto per la scelta e per la bella partita. Abbiamo visto una squadra organizzata al di là dei singoli. Bernardeschi, Chiesa e Barella hanno dimostrato di avere spessore, qualità e carisma.

Barella? Ha dimostrato al Cagliari di essere forte e avere grande attitudine e in Nazionale ha ripetuto, senza andare in difficoltà. Tanti giocatori hanno piedi buoni, diventa meno difficile gestire la squadra avversaria. Ieri la Polonia non ci ha capito nulla e in questo momento in Europa non esiste una squadra capace di esprimere certe caratteristiche. Problema del gol? C’è ma abbiamo creato tanto e siamo stati sfortunati.

Italia “sarrizzata”? La qualità del palleggio può ricordare il Napoli di Sarri ma Roberto è stato bravo a mettere in campo una squadra così. Bisogna ragionare passo per passo, ora tocca al CT scegliere se usare un centravanti vero o meno. La prima pietra è stata messa.

Insigne? Ha continuità e capacità di capire il gioco. Sa giocare per le punte e far gol, Si può completare con la guida di Ancelotti. Sta acquisendo nuove sicurezze e forse sta tornando anche alle origini.

Immobile? Sta bene dappertutto, dipende dalla crescita della squadra. La partita di ieri ci ha dato una pagina importante per il futuro. Perché non nascono più attaccanti in Italia? Bisogna partire dai dati, i giocatori che saltano l’uomo sono tutti stranieri, va incentivata la qualità e la tecnica dei ragazzini nelle giovanili.

Vicino al Napoli? Dopo gli Europei sì ma ero legato all’Italia, prima di Sarri no”.

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