PODIO EUROPACALCIO NAPOLI CAMPIONE D’ITALIA – Sono le giornate del Napoli, di Napoli e della sua gente. Uno Scudetto arrivato grazie ad un decennio fatto di crescita e programmazione. La personalità viene fuori, ne traggono benefici le milanesi ed il Verona. Vlahovic manda in tilt Bergamo.

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1° Posto
Che bella giornata!

Che bella giornata. È quella che da tempo aspettavano i tifosi del Napoli. É quella che è cominciata nella notte di giovedì scorso ad Udine e che chissà quando finirà. É quella che Partenope e la sua gente attendevano da tempo. Sbagliato dire 33 anni. Nella parte più lontana di questo lasso di tempo non c’era neanche la speranza di vivere, rivivere, attimi di una così straordinaria follia.

Il desiderio è cresciuto da quando il club di De Laurentiis ha cominciato stabilmente ad occupare le posizioni alte della classifica italiana e dell’appeal europeo. Il successo della squadra di Spalletti ha ridato lustro al calcio fatto di buon intuizioni e bilanci in regola. Per questo se è possibile, vale molto di più di tanti visti vincere negli ultimi decenni. Per nulla scontato, è arrivato al culmine di una stagione dominata in lungo e largo dello stivale, ma che in estate nessuno poteva prevedere.

Erano andati via pilastri come Koulidou Kulibaly, Fabian Ruiz, Dries Mertens e Lorenzo Insigne. Il pallone poi, passando dai piedi di Kvara a quelli di Lobotka, attraverso le parate di Meret e le chiusure di Kim, ha scritto una storia imprevedibile.

Il Napoli è Campione d’Italia, a vincere però sono tutti i romantici, tutti quelli che credono, sostengono, che prima del Dio denaro ci sia il Messia competenza. Ed in questo chi ha mosso i fili di questa società non è secondo a nessuno.

2° Posto
Il valore della personalità

Arrivati nell’ultimo quarto del campionato, quello dove più da vicino si vede l’obiettivo, è la personalità che fa la differenza. Ed ecco che in questo frangente la Lazio mette a rischio un secondo posto che fino ad un certo punto sembrava ad un soffio, oltre che meritato.

La doppia sconfitta milanese, contro due squadre dirette concorrenti che avrebbero messo in forte dubbio la loro partecipazione alla prossima Champions in caso di sconfitta, rende chiaro il concetto. Ai giocatori di Sarri hanno tremato le gambe in vista dell’ultimo chilometro.

Per come è maturata la sconfitta della Roma in casa contro l’Inter, forse, il discorso va decontestualizzato, però lascia in merito diversi dubbi visto che il valore di una vittoria sarebbe stato altamente significativo per la squadra allenata da Mourinho. Ma chi può contestare il fatto che anche l’Inter abbia più personalità della sua diretta concorrente? Se proiettiamo questo discorso nella lotta per non retrocedere possiamo vedere come il Verona stia avendo la meglio sullo Spezia, attraverso la vittoria a Lecce. Tutto casuale? Non credo.

3° Posto
La punizione divina

Il gol di Vlahovic arrivato al termine di una gara molto tirata tra la Dea, padrone di casa, e la Juventus, oltre a consegnare alla squadra di Allegri un fondamentale successo, ha zittito una tifoseria, quella orobica, che si divertiva ad offendere lo stesso attaccante in riferimento alle sue origini.

Incredibile che un tema del genere riesca prepotente fuori in un epoca aperta come questa. É come se il calcio, con prepotenza, si chiamasse fuori, dalle aperture mentali che invasano il mondo circostante. E Vlahovic ha zittito tutti, agli incroci dei pali. Bene così.

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