Pjanic Juventus – La stagione di Pjanic si è divisa tra alti e bassi, fino allo stop forzato dovuto alla pandemia di Covid-19. Il centrocampista bosniaco, infatti, a inizio stagione era in prima pagina su tutti i quotidiani sportivi perché rigenerato dalla cura Sarri, perché al centro del progetto. SI parlava dei suoi numeri del suo coinvolgimento all’interno dello scacchiere bianconero. Poi una serie di piccoli infortuni, alcune partite giocate da acciaccato e il suo rendimento, come quello di tutta la Juventus, è andato calando.

Nella giornata di ieri, Pjanic è stato intervistato su Instagram da Sonny Anderson, ex preparatore atletico del Lione proprio ai tempi di Pjanic, nonché ex stella del calcio carioca tra fine anni ’90 e inizi duemila.

Pjanic nell’intervista ha parlato sia del suo trasferimento dal Lione alla Roma che del sogno Champions League con la maglia della Juventus.

Le parole di Pjanic sono tratte da mediagol.it

“Il quarto anno al Lione c’era Remi Garde e io ero felice che fosse arrivato perché avevo un ottimo rapporto con lui. Voleva assolutamente trattenermi, ma avevo capito che non era l’unico. La Roma mi voleva assolutamente, Luis Enrique e Sabatini mi chiamavano tutti i giorni, era incredibile.

Io dovevo prendere una decisione, perché era l’ultimo giorno di mercato. Avevo cominciato davvero bene la stagione. Mi piaceva stare al Lione. Mi sono detto: “Cazzo, ora cosa faccio? Parto o non parto?”.

Stavo bene al Lione, ero in confidenza con Garde. Ma volevo davvero andare alla Roma. L’obiettivo della Juventus sarà quello di vincere la Champions League. Avremo bisogno anche di un po’ di fortuna per avere la squadra al completo. Siamo una delle 5-6 squadre che vogliono vincerla.

Avrei potuto firmare due anni prima per la Juve(nel 2014, ndr), ma non volevo bruciare le tappe. Nel 2016 alla Roma avevano un ottimo ambiente. Poi mi sono detto che era arrivato il momento di entrare nel mondo Juve. Quando entri nello spogliatoio e vedi i nomi delle leggende, vedi che questo club ha una storia, il Dna della vittoria in tutto. Questo club rappresenta la perfezione. Questo club vince perché funziona più degli altri”.

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