Pitanza Nicastro Padova: “Era un bambino fuori dalla norma, quando è a Campofranco…” – ESCLUSIVA EC

Pitanza Nicastro Padova: “Era un bambino fuori dalla norma, quando è a Campofranco…” – ESCLUSIVA EC

PITANZA NICASTRO PADOVA – Uno dei volti nuovi del Padova al termine della finestra di calciomercato invernale è stato Francesco Nicastro, attaccante di 28 anni e arrivato a inizio gennaio dal Catanzaro.

Piuttosto positivo è stato questo suo inizio in maglia biancoscudata, con 3 gol in 5 presenze.

PITANZA NICASTRO PADOVA – Per conoscere meglio l’ex Juve Stabia e Perugia, “Europa Calcio” ha intervistato in esclusiva Rosario Pitanza, sindaco di Campofranco – paese in provincia di Caltanissetta e dove Nicastro è nato e cresciuto -, e scopritore del centravanti.

Così il primo cittadino del comune siciliano: “Era un bambino fuori dalla norma, sia dal punto di vista calcistico, tecnico e fisico. Lo vedevo giocare per strada come fanno tutti i bambini di quell’età. Aveva un tocco di palla incredibile, così non passò inosservato e lo inserimmo nella nostra società sportiva e fece tutta la trafila, dai Pulcini agli Allievi. Lo seguii ancora cercando di inserirlo nel calcio professionistico, eravamo convinti che avesse qualcosa di più degli altri. Fece due stage con l’Empoli, lo accompagnai proprio io in Toscana per due volte all’anno. C’era la possibilità di finire davvero all’Empoli, ma poi per circostanze varie non si concretizzò nulla.

Successivamente ci fu l’ipotesi del Catania, e andò bene. Giocò nella Primavera, e in prima squadra, con Mihajlovic in panchina, esordì in Coppa Italia contro la Roma, lì ebbe il suo boom. Certamente ha avuto il suo periodo migliore alla Juve Stabia, dove è stato per due stagioni“.

Nel 2016, quando era al Pescara, Nicastro ebbe un brutto infortunio durante un’amichevole estiva con la Vastese. Crede che, senza quell’infortunio ora sarebbe a un livello superiore della Serie C?

Sicuramente sì. E’ un ragazzo in gamba che non crea problemi in spogliataoio. Sarebbe potuto davvero arrivare in Serie A, ne sono sicuro. Adesso la categoria è la C, ma ovunque ha giocato ha sempre dato il massimo impegno. Ci allenavamo anche il sabato pomeriggio e la domenica. Il dedicarsi sempre al calcio per 365 giorni all’anno gli ha sempre dato una grande mano“.

E quando torna a Campofranco?

E’ molto disponibile con tutti. L’ho portato nelle scuole a parlare di calcio, fairplay e degli atteggiamenti positivi che questo sport deve dare a ogni bambino che cresce. Lui si è calato nel personaggio di uno che ha frequentato quelle scuole. Io come sindaco l’ho premiato, ma l’ho fatto anche con affetto che da sempre porto per lui. Se proprio vogliamo trovare una nota di demerito, ogni tanto mi risponde tardi al telefono, ma dopo riusciamo comunque a parlare perché mi richiama (ride, ndr). Qui ha gli amici di sempre, tra cui alcuni suoi ex compagni di squadra. Sto già organizzando una rimpatriata per quest’estate con tutti, passeremo una bella giornata“.

Cosa pensa di questo suo trasferimento al Padova?

Ho saputo che a Catanzaro c’era stato qualche piccolo problema ambientale, ma preciso che non l’ho voluto chiedere a lui, anche perché sono cose che non piacciono. Ma mi ha detto che le prime offerte che avuto non erano del Padova, ma di altre squadre. Ha scelto lui i biancoscudati, è andato lì senza pensarci due volte: parliamo sempre di una piazza molto importante. Più che da suo ex allenatore, da fratello maggiore mi auguro sempre che possa chiudere la carriera, anche per un solo anno, in Serie A. E’ molto difficile, ma mai dire mai“.

FONTE IMMAGINE: www.padovacalcio.it

 

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