In diretta a “Taca La Marca”, programma in onda su Radio Musica Television, è intervenuto Andrea Pisanu, ex centrocampista di Parma e Verona. Andrea Pisanu si è soffermato sullo stato d’emergenza del calcio e su tanti altri temi.

Ecco quanto emerso.

La ripresa: “Il calcio muove tanto in termini economici e sociali; in questo momento non si può rischiare di andare incontro ad una ricaduta e di dover bloccare di nuovo tutto il movimento, però se ci sono le giuste condizioni è giusto ripartire”.

Decurtazioni: “Ad inizio pandemia il mondo dei calciatori si era subito mobilitato in ottica decurtazioni salariali; successivamente c’è stata tanta confusione. In questo momento tutti debbono fare qualcosa; in primis i giocatori per trovare un accordo che soddisfi la globalità delle parti in gioco. I soldi decurtati, a mio parere, devono essere usati per aiutare le persone che lavorano nei club o per altri fini sociali”.

Preparazione: “Tutte le società si sono attrezzate per fornire ai calciatori gli strumenti per allenarsi; ovviamente lavorare da casa è completamente diverso da ciò che si fa sul campo. Se si dovesse ripartire le squadre avrebbero bisogno di fare un po’ di preparazione, difatti prima di scendere in campo è necessario raggiungere una condizione accettabile, considerando che si giocheranno tante partite in poco tempo e si rischierebbero infortuni”.

Esperienza in Canada: “È stata meravigliosa e se avessi saputo che fosse stato così bella l’avrei fatta prima. Ci sono arrivato a quasi 31 anni e lì ho riscoperto il vero sport genuino. Se l’ho vissuta così bene forse è anche perché ero alla fine della mia carriera; le sensazioni in Canada sono state davvero fantastiche”. 

Gestione a Malta: “Per fortuna la situazione è sotto controllo e ai primi contagi è stato chiuso tutto. Il lockdown non è molto restrittivo e la situazione non è paragonabile a quella italiana. La federazione maltese ha fatto finire i campionati dalla prima divisione in giù, mentre si sta discutendo per capire il destino della massima serie. La sensazione è che ci sarà lo stop, anche perché non abbiamo esigenze economiche come in Italia per i diritti televisivi e sponsor. Come club (in quanto allenatore dello Sliema Wanderers) abbiamo terminato gli allenamenti il 13 marzo e cerchiamo di assistere i nostri atleti online per tenerli in forma”.

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Giovinco-Parma: “Ho letto questa possibilità, stiamo parlando di un calciatore eccezionale che in Italia non ha raccolto quanto poteva. In America ha fatto la differenza per due anni e se fossi in lui avendo l’opportunità farei qualche altra esperienza all’estero. Sicuramente se dovesse tornare al Parma potrebbe fare ancora la differenza”.

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