Pioli, siamo arrivati alla fine del ciclo?: Con l’uscita dall’Europa League e la sconfitta di ieri nel derby contro l’Inter, l’allenatore del Milan sembra essersi giocato una bella fetta di futuro nella Milano rossonera; il ciclo è davvero finito?

L’inizio: Sembrano essere passati più di due anni dal famoso coro “Pioli is on fire” intonato dai tifosi rossoneri nei pre-partita a San Siro e non solo. L’allenatore emiliano, arrivato a stagione in corso nel 2019, doveva essere un traghettatore, solo di passaggio. Come tutti ricordiamo, l’avvento della pandemia e l’arrivo di Zlatan Ibrahimovic avevano fatto cambiare rotta al Milan. Un filotto di partite da imbattuti, condite dalla vittoria per 4-2 in rimonta sulla Juventus di Cristiano Ronaldo. Così, Pioli fu riconfermato e la stagione successiva non andò male; sebbene nelle coppe europee il percorso non fu positivo, si diede molta importanza al ritorno dopo svariate annate in Champions League.

L’apoteosi: La stagione 21/22 fu la migliore della gestione Pioli; scudetto vinto a discapito dei cugini interisti e di un Calhanoglu che aveva “tradito” i rossoneri in cerca di maggiore gloria. Dai media, però, quel campionato vinto non fu riconosciuto a dovere. Ancora oggi si sente dire che sia stato un “suicidio” da parte dell’Inter. Infatti, i neroazzurri ebbero l’opportunità di superare in classifica il Milan, ma il recupero contro il Bologna si rivelò un disastro, con la papera di Radu a regalare la vittoria agli emiliani. Il percorso di Stefano Pioli sulla panchina del Milan aveva toccato l’apice, ma sembrava essere un punto di partenza per ulteriori successi.

Pioli, siamo arrivati alla fine del ciclo?

L’inizio della fine: Nella stagione successiva non furono rispettate le aspettative, o forse sì. Milan completamente fuori dalla corsa scudetto dopo pochi mesi, ma con un buon percorso in Champions League. Idealmente, la “banda” rossonera era diventata una delle prime quattro squadre d’Europa, avendo raggiunto la semifinale della Champions. Negli anni, però, ad avere un ruolo importante nel rapporto tra Pioli e il Milan, è proprio l’inter.

Nella semifinale contro i cugini, il Milan esce sconfitto senza dare mai l’impressione di poterla portare a casa; questo peserà molto nel giudizio da parte dei dirigenti e tifosi rossoneri nei confronti del mister. Tornando al campionato, il Milan arrivò quinto, fuori dalla coppa europea più importante. Venne graziato dalla penalizzazione di dieci punti della Juventus e si qualificò come quarto in campionato. Una soddisfazione a metà per una squadra che aveva uno scudetto cucito sul petto.

La fine?: Arriviamo all’annata corrente e, forse, possiamo già trarre delle conclusioni. Mai in lotta per lo scudetto con un Inter (e Calhanoglu) straripante, fuori ai gironi di Champions League ed eliminata anche ai quarti di finale di Europa League. Nel doppio confronto europeo contro la Roma, la squadra di Pioli è uscita sconfitta con un risultato complessivo di 3-1. La partita dell’Olimpico sembra racchiudere tutta la stagione del mister rossonero. Nessuna novità a livello tattico nella formazione e cambi in corso molto confusi. Jovic al posto di Bennacer nel corso del primo tempo e Chuckwueze al posto di Loftus-Cheek subito dopo l’intervallo.

Pioli, siamo arrivati alla fine del ciclo?

Ma siamo sicuri che mettere tutti gli attaccanti in campo, portino una squadra a vincere? La Roma, seppur in dieci uomini, è riuscita a creare più pericoli di un Milan senza centrocampo e con poche idee offensive. L’uscita dall’Europa League lascia strascichi importanti e sembra segnare la fine del ciclo Pioli, che ha da rimproverarsi anche gli ultimi sei derby persi – compreso quello di ieri sera che di fatto ha regalato il tricolore ai cugini nerazzurri – e la gestione atletica della squadra; nello scorso dicembre si era arrivati a ben 21 infortuni muscolari complessivi nel campionato attuale 23/24.

Pioli, siamo arrivati alla fine del ciclo?: Dopo cinque stagioni sulla panchina del Milan, a fine stagione verranno fatte valutazioni importanti sul futuro di Pioli; il caso vuole che a portare avanti questi giudizi, e conseguenti decisioni, sia Zlatan Ibrahimovic, proprio l’uomo arrivato insieme all’allenatore e decisivo, ora, per la riconferma dello stesso. La chiusura di un ciclo, in tutti i sensi.

 

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