La vittoria della Champions League è andata al Real Madrid del “nostro” Carlo Ancelotti, che ha vinto, primo e unico nella storia, per la quarta volta la coppa dalle grandi orecchie.

Eppure il dato da mettere in mostra non è questo. Quello che deve essere messo in evidenza è che l’avversario dei Blancos era il Liverpool, di nuovo il Liverpool; di nuovo una squadra inglese, precisamente per la quarta volta in cinque anni.

Un primato quello del calcio inglese che si articola in diversi aspetti e che ha molteplici cause. Oggi proviamo a mettere in luce soprattutto quello economico.

CALCIO INGLESE – L’IMPORTANZA DEL BRAND GAMBLING

La prima grande differenza tra Italia e Inghilterra è la politica relativa alla sponsorizzazione dei brand di gambling. Nella nostra penisola, infatti, con l’entrata in vigore delle restrizioni legislative è diventato impossibile, anzi proibito, essere sponsorizzati da aziende di scommesse o di azzardo.

Una perdita economica ingente per tutto il settore degli operatori di gioco regolamentati; con molti club di Serie A che hanno dovuto stracciare i contratti appena firmati.

UNA PROPOSTA SUL MODELLO ITALIANO E SPAGNOLO

In Inghilterra invece la situazione è diversa, molte squadre sono infatti sponsorizzate direttamente da società di gambling. Come ad esempio la Championship, ovvero la serie cadetta inglese, che riceve ogni anno oltre 40 milioni di sterline all’anno dalla Sky Bet, una delle principali agenzie locali.

Eppure anche qui qualcosa sta cambiando: come si legge su questo sito, un comitato della House of Lords ha proposto di arginare il problema della dipendenza da gioco eliminando la pubblicità di agenzie di scommesse; proprio sul modello di quanto avviene in Italia e in Spagna.

Una proposta che ovviamente non è stata recepita in maniera positiva. James Grimes, responsabile del gruppo The Big Step, ha parlato di “iniziativa apprezzabile” ma allo stesso tempo, ai microfoni della BBC Sport ha dichiarato che “eliminare il gioco d’azzardo dalle magliette, pur consentendo la pubblicità a bordo campo, la sponsorizzazione del campionato e le partnership con i club, sarebbe un’operazione estremamente incoerente.Se il governo riconosce che il gioco d’azzardo può essere dannoso, come suggerisce questa decisione, allora deve porre fine a tutte le pubblicità e sponsorizzazioni del gioco d’azzardo nel calcio a tutti i livelli, non solo sulle maglie”.

Insomma, qualcosa sembra destinato a cambiare anche in Inghilterra. Vedremo con il tempo se diventerà realtà.

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