Quante volte ti sei ritrovato sul divano a guardare un’inutile partita di qualche terza divisione estera senza sapere neppure un nome dei giocatori in campo? Ammettilo, almeno una volta è successo. Quanto tempo passi a parlare di calcio con i tuoi amici, colleghi, parenti o conoscenti? Quante volte ti hanno detto “ma dai, sono solo ventidue milionari in pantaloncini”? Tante, troppe volte. Quello che è certo è che non sei l’unico. Sei solo uno dei 4 miliardi di seguaci di questo sport nel mondo.

I numeri del fenomeno pallone

È del calcio il gradino più alto del podio per quanto riguarda le discipline più seguite. Dopo, come si può vedere in questa infografica, vengono il cricket (con 2.5 miliardi di appassionati) e medaglia di bronzo per l’Hockey (con 2 miliardi). Più della metà della popolazione mondiale è infatti un tifoso di calcio. Con una preminenza maschile ovviamente (pari al 69%) ma con il numero di tifose donne in costante rialzo (al 31%) complice anche l’esplosione delle categorie femminile, dimostrato dal fatto che France Football, per la prima volta quest’anno, ha deciso di decretare anche la miglior calciatrice donna. La norvegese Ada Hegerberg, attaccante dell’Olympique Lione, come Luka Modric, fantasista della Croazia e del Real Madrid.

Uno sport accessibile a tutti

La ricetta del successo planetario del calcio è proprio nella sua semplicità, nell’essere aperto a tutti. Innanzitutto non ha bisogno di un equipaggiamento specifico. Anzi, le più belle favole dietro ad un pallone sono quelle che iniziano a piedi scalzi, magari in una favela brasiliana o in un sobborgo di periferia, con due sassi a fare la porta e un ammasso di stracci al posto della sfera di cuoio. Si può giocare in qualsiasi luogo, dagli stadi di La Paz dove l’ossigeno è rarefatto fino quelli di Copacabana dove il caldo e l’umidità sono asfissianti. Poi, il bello di questo sport, è che tutti possono partecipare, tutti possono giocare. Tutti possono scrivere la storia. Chiedete a quel bambino rachitico e malato, scartato dal Como perché troppo basso. Risponde al nome di Lionel Messi, è alto appena 1.70 m, e ha vinto cinque palloni d’oro. Oppure a quel ragazzino scappato dalla guerra, che tra le bombe e gli spari si allenava in un cortile di un albergo, in Croazia. Si chiama Luka Modric e quest’anno ha portato la sua nazionale in finale di Coppa del Mondo.

Calcio tutto l’anno

Quello che piace agli appassionati è anche la possibilità di placare sempre la propria sete. In ogni mese dell’anno inizi una competizione, con il massimo picco nel trittico luglio – agosto – settembre, dove iniziano il 45% dei tornei, ma anche nei mesi invernali gennaio – febbraio – marzo c’è un 3% di campionati pronti a iniziare. “E la cosa stupenda è che tutto questo si ripete continuamente, c’è sempre un’altra stagione – diceva Colin Firth nel film cult Febbre a 90° -. Se perdi la finale di coppa in maggio puoi sempre sperare nel terzo turno in gennaio. E che male c’è in questo. Anzi è piuttosto confortante se ci pensi”.

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