Pelè ricorda MaradonaEdson Arantes do Nascimento detto Pelè è intervenuto ieri sera a “Che tempo che fa“, trasmissione condotta da Fabio Fazio. Il più grande numero 10 della storia del calcio brasiliano, e non soltanto, ha toccato moltissimi temi: dalla sua infanzia, ai suoi gol più importanti e speciali fino al rapporto speciale con un altro straordinario numero 10, il suo amico e rivale Diego Armando Maradona.

Queste le sue parole:

Il calcio è una cosa rilassante. Mio padre mi diceva che per giocare ci voleva fegato, perchè è un organo fondamentale del corpo umano. Se il fegato non funzionava non andava nulla bene. E’ davvero un’emozione ricordare le immagini del passato e in particolare alcuni spezzoni del film Fuga della Vittoria. Stallone si ruppe un dito in quel film per parare un mio tiro. Sono storie stupende”.

Sul talento: “Mio padre giocava a calcio, era un numero 9, aveva fatto tanti gol. Si accorse lui del mio talento e io volevo giocare tanto bene come mio padre. Ringrazio Dio per quello che è venuto in seguito, per le vittorie dei Mondiali, per tutto quello che ho conquistato. Mio padre mi diceva sempre che prima di un grande giocatore dovevo essere prima una brava persona. Mio padre mi diceva che non dovevo pensare di essere migliore degli altri, di rispettare tutti, perchè Dio mi aveva dato questa opportunità”.

Il soprannome: “Il mio nome è Edson, io ero un fan di Thomas Edison, un grande inventore. Il mio nome è dovuto al fatto che nell’anno in cui nacqui arrivò la luce in Brasile. Pelè all’inizio non mi piaceva. Dicevo agli altri, chiamatemi col mio nome, Edson, cos’è questo Pelè”.

Sui Mondiali: “Giocai i primi Mondiali in Svezia a 16 anni. Non avrei mai immaginato, ero troppo piccolo. Non pensavo di arrivare in Svezia e scoprire un nuovo mondo. Quando sono arrivato in Europa, in Svezia, non c’era nessun uomo di colore. Quel Mondiale fu un cambiamento incredibile per la mia vita. La tripletta alla Francia, è strepitosa, poi in finale segnai il più bel gol in una finale Mondiale per la FIFA. Sono ricordi incredibili, era il 1958, vincemmo 5-2. Non posso dimenticare quei momenti. Ricordo come se fosse ieri. Ringrazio tutti per l’affetto che sto ricevendo”.

Pelè ricorda MaradonaSu Rivera: “Lo ringrazio per il messaggio. Tutte le volte che parla mi commuovo. Rivera mi ha sempre elogiato, è una cosa molto emozionante. Tutte le persone dovrebbero essere come Gianni Rivera”.
Sui gol: “Difficile ricordarsi tutti i gol ma ho una buona memoria. Alcuni di quelli non li dimenticherò mai, come quelle delle finali ai Mondiali. E’ difficile dire se il Mondiale più importante sia stato quello del ’58, quando nessuno conosceva il Brasile, oppure quello del 1970, in finale con l’Italia, dove fu una vittoria, un riscatto per il Brasile dalla dittatura”.

Il numero 10:Prima di Pelè quel numero era importante solo a scuola, ma dopo Pelè, è stato il numero più importante per il calcio. E sono onorato di essere stato il primo a valorizzare questo numero”.

Su Maradona e Paolo Rossi: “Due mancanze incredibili. Non avevo una grande amicizia intima con Maradona, ma quando ci incontravamo, scherzavamo. Maradona mi diceva, dicono che io sono migliore di te. Ma io gli dicevo, tu segni solo di sinistro, io però segno di testa, di destro, sinistro, in tutte le maniere”.

Infine un commento sul Covid: “Dobbiamo credere in Dio e sperare che passi anche questa, come sono passate tante cose brutte, come le guerre. Io mi sono vaccinato e invito tutti a farlo, per debellare questo virus”.

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