Paulo Sergio: “Neymar non doveva andare via da Barcellona. Tottenham soluzione ideale per Coutinho. Everton a Napoli potrebbe fare bene. Meglio Gabigol che Gabriel Jesus”

Paulo Sergio: “Neymar non doveva andare via da Barcellona. Tottenham soluzione ideale per Coutinho. Everton a Napoli potrebbe fare bene. Meglio Gabigol che Gabriel Jesus”

In diretta a “Taca La Marca”, programma in onda su Radio Musica Television, è intervenuto Paulo Sergio, ex attaccante di Roma e Bayern Monaco. Paulo Sergio si è soffermato sulla ripresa del calcio e su tanti altri temi.

Ecco quanto emerso.

La ripresa: “Il virus è presente ed in questo momento la cosa più importante è preservare la salute, in Germania hanno fatto un grande lavoro con ottimi risultati. Sono due settimane che si è ripreso e per ora sta andando tutto bene. Sono contento che anche il campionato italiano riparta, qui in Brasile aspettiamo la ripresa della Serie A”.

Esperienza con la Roma: “Sono stato due anni a Roma ed è stato bellissimo, due stagioni che non potrò mai dimenticare. Ho giocato in una squadra fantastica con un grande allenatore come Zeman. Ho segnato 24 gol e dopo mi sono trasferito al Bayern Monaco per giocare la Champions. La Roma rimarrà sempre nel mio cuore e mi piace tanto ancora visitare la città”.

Lo scudetto a Roma: “Zeman fece un grande lavoro, gettando le basi per una squadra vincente. Mi è molto dispiaciuto di non aver fatto parte di quella formazione che vinse Scudetto, ma in Germania al Bayern ho vinto tutto”.

Una partita da ricordare: “Vincere il Mondiale è stata un’emozione incredibile. Dopo 24 anni ritornare ad essere campioni del mondo, superando l’Italia, è stato il momento più bello della mia carriera.”

Ronaldo il fenomeno: “Ho giocato insieme a lui quando era giovanissimo e già era un fenomeno. Quando ero in Germania lui si mise in evidenza con il PSV, mentre nella mia esperienza capitolina l’ho incrociato quando lui vestiva la maglia dell’Inter; ricordo di una partita contro di noi dove la vinse praticamente da solo”.

Casemiro e Marcelo in Italia: “Sono giocatori che fino alla fine rimarranno al Real Madrid. Negli ultimi anni il calcio italiano è cresciuto tantissimo e sta attirando molti campioni. Ai miei tempi in Serie A c’erano tanti grandissimi brasiliani, in futuro sicuramente ritorneranno in Italia”.

Coutinho e Gabigol: “Quando sono arrivato in Germania ho subito imparato la lingua e la cultura, stessa cosa feci in Italia. Le difficoltà di integrazione riguardano specialmente l’adattamento. Gabigol non aveva capito che in Italia bisognava lavorare molto, mentre Coutinho è arrivato al Bayern in prestito; sulla base di questi presupposti è molto difficile esprimersi al meglio, dopo il Liverpool ha fatto tanta fatica a replicare le prestazioni viste in Premier, penso che non debba rimanere in Germania”.

Coutinho-Tottenham: “Lui ha giocato molto bene in Inghilterra e se tornasse in quel campionato potrebbe ritornare al top. È un gran giocatore con tante qualità, ha ancora molto da dare al calcio”.

Gerson: “Ha giocato a Roma e non è riuscito ad ambientarsi al meglio anche per via del posizionamento in campo, in Brasile invece è un grande giocatore che fa la differenza”.

Everton: “Il calcio brasiliano è diverso rispetto a quello italiano, Everton a Napoli potrebbe fare bene, ma non è semplice. Tecnicamente e forte ma tatticamente potrebbe avere dei problemi”.

Il progetto Roma: “Fonseca sta facendo un buon lavoro con giocatori giovani, come Kluivert e Under. I tifosi devono avere pazienza ma già dal prossimo anno si può migliorare la classifica, visto che questi ragazzi potranno esprimersi a livelli più alti”.

Il gol più bello in carriera: “Il gol più bello l’ho segnato in Germania con la maglia del Bayer Leverkusen in un derby contro il Colonia, fu anche la rete dell’anno della Bundesliga.”

Aneddoto con Zeman: “Ho lavorato tantissimo con lui, ci distruggeva fisicamente, era “matto”, non ho mai visto uno come il tecnico boemo. Però sono onesto quando dico che la fatica veniva ricompensata visto che eravamo una grande squadra”.

Totti: “Il primo anno che giocai a Roma era già uno dei migliori talenti di Italia. C’erano tanti altri grandi calciatori in quella squadra ma lui faceva sempre la differenza”.

Sancho-Zaniolo: “In questo momento preferisco Sancho”.

Consigli per la Roma: “Mi piace molto Lewandowski – ammette Paulo Sergio – avere uno come lui in attacco ti garantisce la vittoria al 50%”.

Socrates: “È rimasto nella storia del Corinthians e del Brasile. Ha lavorato molto sul discorso della democrazia e per questo è rimasto nel cuore della gente. È un idolo dei calciatori e chiunque avrebbe voluto vederlo giocare. Dopo l’allenamento mi fermavo al campo per osservarlo”.

Neymar tra PSG e Real Madrid: “Neymar non doveva andare via da Barcellona, doveva rimanere lì per fare la storia. Messi c’è sempre stato con i vari Ronaldinho e Iniesta e quindi sarebbe potuto crescere. Andare in Francia è stato un grande errore, in Brasile tutti si aspettano un suo cambiamento a livello mentale per poter trascinare la Seleção alla vittoria di qualche trofeo”.

Arthur-Juventus: “È un giocatore che ha fatto bene a Barcellona, con palla al piede è formidabile, nella Juve di Sarri potrebbe giocare sicuramente”.

La squadra in A che sta facendo meglio: “In questa stagione ho osservato molto la Lazio, lavorano tantissimo ed Immobile sta facendo benissimo, è difficile dirlo visti i miei trascorsi giallorossi ma i biancocelesti stanno facendo molto bene”.

Derby di Roma: “Quando giocavo in Brasile c’era tanta pressione, che non ho mai avuto in Germania. Sono andato in Italia – spiega Paulo Sergio – e quando perdemmo il derby uscimmo dallo stadio Olimpico ed un gruppo di tifosi voleva parlare con noi, questa partita è sempre stata molto sentita, vale quanto un campionato. Ho il derby marcato sulla mia testa visto i 7 punti ricevuti dopo un contrasto”.

Allenatori moderni: “Da ambasciatore del Bayern Monaco ho assistito agli allenamenti di Guardiola ed è grandioso. Dopo il suo lavoro la Germania ha vinto il Mondiale e al momento la squadra che gioca il miglior calcio è il Manchester City”.

L’aneddoto: “Quando ero in Brasile, pertanto molto prima di arrivare alla Roma, l’Atalanta era interessata a me, ma poi decise di acquistare un altro giocatore e non se ne fece nulla”.

La punta della nazionale brasiliana: Gabigol sta facendo bene in Brasile ed è tornato qui con un’altra testa. Firmino somiglia molto a Gabigol, mentre Gabriel Jesus fatica a trovare la via del gol, deve maturare di più. In questo momento i primi due sono più pronti per sorreggere il peso del reparto offensivo dei verdeoro.”

Giocatori simili: “Everton potrebbe somigliarmi, è veloce e vede molto la porta”.

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Cristiano Abbruzzese
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Giornalista pubblicista dal luglio 2012, è il direttore di EuropaCalcio.it.

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