In diretta a “Taca La Marca”, programma in onda su Radio Musica Television, è intervenuto Pasquale Luiso, allenatore ed ex calciatore di Vicenza, Piacenza e Sampdoria tra le tante. Pasquale Luiso si è soffermato sulla ripresa dello calcio e su tanto altro.

Ecco quanto emerso.

La ripresa: “Tutti aspettavamo questo momento. Ho sempre ritenuto opportuno non ricominciare, ma adesso le cose vanno meglio e c’è attesa per tutti noi, uomini di campo, di vedere come andranno a finire la Serie A e gli altri campionati”.

Il campionato: “Iniziamo finalmente a rivedere il calcio. Vincerà la squadra con più qualità, quindi la Juventus. Mi auguro però che possano esservi dei cambiamenti, vista la vicinanza della Lazio in campionato. Il Napoli negli ultimi anni ha fatto cose straordinarie ma si è trovato davanti questo carro armato che è appunto la Juve”.

Serie C: “Il Vicenza, tra le tre, era la squadra che aveva il distacco minore, Monza e Reggina avevano fatto il vuoto. Ritengo sia stato giusto portare su queste squadre. Per quanto riguarda i playoff in tante hanno rinunciato per vari motivi; sono certo che vedremo delle sorprese. Occhio ai lupi”.

Sarri: “Il Sarri di oggi è diverso. Dopo aver incantato tutti con il suo gioco spumeggiante al Napoli ha capito che bisognava vincere e lo ha fatto al Chelsea dando via libera a campioni come Hazard, Giroud, tornando trionfante in Italia. Adesso non stiamo vedendo una Juventus bellissima, anche se prima della sosta, contro l’Inter ha disputato una gara strepitosa. Sarri è un maestro che a me piace tantissimo e fa ben sperare a tanti allenatori di categorie inferiori di rivivere la sua favola”.

Milik- Juve: “Secondo me a Sarri piace molto, non dimentichiamo che ha avuto tanti infortuni ma ha un piede sinistro favoloso ed è un centravanti vero. Probabilmente andrà via, avendo un contratto in scadenza e non avendo ricevuto proposte. A Gattuso piacciono di più giocatori come Petagna, Belotti. Immobile può giocare con tre mezze punte ed è diverso rispetto ai precedenti. Nel caso il Torino dovesse retrocedere, a quel punto Belotti potrebbe decidere di cambiare”.

Fabian: “È fortissimo, un giocatore che a me fa impazzire, offre qualità e quantità. Gattuso punterà molto su di lui, probabile che per un altro anno resti al Napoli. Se si confermerà ad alti livelli lo vedremo quasi sicuramente al Real Madrid o, probabilmente, anche in una squadra come la Juve”.

In chi mi rivedo: “In uno tra Immobile e Belotti. Sono loro gli attaccanti italiani di adesso, poi il buio totale. Non ci sono più i Vieri, gli Inzaghi, i Gilardino, i Montella di una volta. Mi rivedo molto in Immobile perché come lui correvo sempre – spiega Pasquale Luiso – mentre come potenza ero più simile a Belotti. In comune con il biancoceleste avevo la capacità di pressare ed attaccare la profondità, anche se lui rispetto a me è più bomber”.

Il calcio di un tempo: “Ci ritrovavamo di fronte persone come Cannavaro, Nesta, Thuram, Ferrara, Maldini, Baresi, Weah. Ricordo quando in una gara contro il Parma, Cannavaro rimase sbalordito per la mia capacità di saltare, nel tentativo proprio di togliergli un tempo, essendo lui fortissimo di testa. Il calcio di quei tempi non lo cambio e mi sento di dire che forse oggi avrei portato la maglia della Nazionale a casa”.

Zaniolo: “Con i giovani serve il sesto senso: vanno capiti ed aspettati. Soprattutto se sono bravi. Zaniolo fu scartato a Firenze, uscì fuori all’Entella per poi approdare all’Inter e diventare un calciatore da 60-70 milioni. Di Francesco l’ha letteralmente “battezzato” mettendolo dentro contro il Real Madrid, lasciando in panchina giocatori da 10 milioni di euro annui. Anche Mancini l’ha fin da subito adocchiato. Per vedere il talento, talvolta bastano 10 minuti. Le società devono imparare ad aspettarli”.

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