In diretta a “Taca La Marca”, programma in onda su Radio Musica Television, è intervenuto Pedro Pasculli, ex centravanti del Lecce e campione del mondo con l’Argentina nel 1986. Pasculli si è soffermato sull’emergenza del calcio italiano e non solo.

Ecco quanto raccolto.

La ripresa: “Bisogna analizzare bene la situazione e pensare al futuro. Se nel calcio dovesse esserci qualche contagio tra giocatori, arbitri e dirigenti, non si possono preventivare le conseguenze. Tutti vogliamo il ritorno dello sport ma non si può rischiare così tanto”.

Decurtazioni: “In Serie A ci sono giocatori che guadagnano tanti soldi e non si possono minimamente paragonarli con quelli di Serie C. Non è pensabile andare a decurtare lo stipendio di un giocatore delle serie minori”.

Sudamericani in esodo: “Sto sentendo tante cose sul fatto che non vogliono tornare in Italia e per me sono i giocatori che lo impongono, non vogliono rischiare finché la situazione non venga risolta. Molte società non hanno permesso ai calciatori di ritornare a casa e per certi versi hanno fatto bene. Il problema maggiore è della Juventus, Higuain ha detto di non voler tornare, stessa cosa vale per Ronaldo; ma non bisogna pensare ai giocatori che si trovano all’estero, questi sono problemi dei club, se si decide di iniziare il campionato”.

Icardi: “Una futura cessione di Higuain potrebbe fare spazio ad Icardi alla corte di Sarri, magari il Pipita sta pensando di tornare a giocare in patria. Bisogna valutare se l’ex Inter sia compatibile con Ronaldo – spiega Pasculli – la Juventus cerca sempre attaccanti che possano liberare spazio al portoghese. Al giocatore del Psg piace stare in area di rigore e si andrebbe a scontrare con Ronaldo“.

Milik: Milik è un giocatore diverso da Icardi, purtroppo viene da due infortuni al ginocchio; non so se la Juventus possa prendere un calciatore che ha avuto tali problemi. A me piace molto, visto che nonostante sia un nove, è capace di giocare in tutti i modi, se fossi nel Napoli lascerei più Mertens che il polacco, il belga lo vedrei bene nell’undici di Sarri“.

Lautaro-Barcellona: “Se ne sta parlando molto di Lautaro, sinceramente penso che andrà via. Secondo me vorrebbe giocare a Barcellona con Messi, sicuramente si dovrà adattare alla Pulce, ma chiunque sarebbe disposto a sacrificarsi pur di giocare con il talento argentino”.

Gol da ricordare: “Il gol al Mondiale ’86 contro l’Uruguay lo ricordo con più entusiasmo, il più bello e importante della mia carriera. Quella con la maglia del Lecce contro la Juve è stata una rete importantissima perché ci diede la possibilità di vincere contro una grande squadra e fu grandioso specialmente per una squadra come la nostra in lotta per la salvezza”.

Maradona ’86: “Quello che abbiamo fatto al Mondiale fu pazzesco e io ho avuto la fortuna di aver giocato con il calciatore più forte del mondo. Ho condiviso la stanza con lui ed è stata una grande esperienza. Come aneddoto ricordo che la notte prima della finale ero sveglio per la tensione, mentre lui dormiva beatamente. Chiesi a Diego come facesse e mi rispose di stare tranquillo visto che ci avrebbe pensato lui.

Stare in squadra con un fuoriclasse così ti dà la sicurezza di iniziare la partita con una rete di vantaggio. Era molto positivo, un vero uomo squadra, aveva grande umiltà per essere il migliore del mondo sia in campo che fuori”.

Trattative con big: “Sono stato benissimo a Lecce che è la storia del calcio pugliese, e ci ho giocato nel periodo più bello del calcio. Avrei potuto trasferirmi in altre squadre, infatti venni richiesto dalla Fiorentina; ma poi in viola arrivò prima Dertycia, che in Argentina era una mia riserva e poi successivamente Latorre“.

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