[df-subtitle]Gervinho: “Con D’Aversa ho un ottimo rapporto, mi dà consigli, parla molto con tutti”[/df-subtitle]

Autore sabato pomeriggo di un’eccellente prodezza con cui ha siglato il gol del defintivo 2-0 per il Parma contro il Cagliari, Gervinho – attaccante esterno ivoriano ex Arsenal e Roma e approdato in Emilia a metà agosto -, è stato intervistato da “La Gazzetta dello Sport“.

Queste le sue dichiarazioni: “Il mio gioco è velocità e fantasia, istinto puro. Quando ho visto la gente felice per il mio gol, per me è stato il regalo più bello. Divertire chi viene a vedermi è il mio obiettivo. Qui mi hanno accolto benissimo. So che la gente ha sofferto molto per il calcio negli ultimi anni dopo il fallimento e le partite nei dilettanti, sono venuto perché il ds Faggiano mi ha corteggiato per parecchio tempo, neanche fossi stato una bella donna… Mi ha fatto sentire importante e adesso tocca a me restituire quell’affetto che ho ricevuto e ricevo ogni giorno. Con D’Aversa ho un ottimo rapporto, mi dà consigli, parla molto con tutti. Non mi sento declassato perché prima lottavo per vincere e ora devo guadagnarmi la salvezza. Restare in A, per noi, è come conquistare lo scudetto. E vi garantisco che ci riusciremo. Abbiamo un bel gruppo, e sentiamo il sostegno alle spalle una città intera. Il Parma non è una piccola squadra e io voglio riportarla dov’è stata tanto tempo fa, in cima all’Europa“.

Sull’esperienza in Chinese Super League: “Mi hanno pagato molto, ma non rubavo i soldi… Per me il calcio è divertimento, gioia, e anche lavoro: io gioco per portare a casa lo stipendio con il quale la mia famiglia vive. In Cina sono stato bene, ho ancora tanti amici laggiù. È stata un’esperienza particolare, una specie di scoperta. Ho conosciuto una mentalità diversa da quella africana e europea, ho imparato a vivere con persone che hanno usi e costumi differenti“.

Poi su Totti e la Roma: “Rudi Garcia? Tutto quello che so fare me l’ha insegnato lui, con Garcia tutti i giocatori sanno di essere importanti e di avere una funzione. L’ho avuto a Lilla, dove abbiamo vinto il campionato, e poi mi ha chiamato a Roma: era impossibile dire di no e lo ringrazio anche per avermi fatto giocare con totti. Francesco è stato il migliore degli ultimi trent’anni, la sua dote più bella è quella di essere un re che non si comporta come tale e poi in campo bastava correre che lui ti metteva la palla sui piedi. Ti mandava in porta con gli occhi“.

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