In diretta a “Taca La Marca”, programma in onda su Radio Musica Television, è intervenuto Pantaleo Corvino, dirigente sportivo. Pantaleo Corvino si è soffermato sulla ripresa del calcio e su tanti altri temi.

Ecco quanto emerso.

La ripresa: “La ripresa sarà come una nuova stagione, nonostante si tratti di un campionato da concludere. Una volta trovate le idonee misure mi pare giusto ripartire e parlare di calcio giocato”.

Questione contratti: “Ci siamo trovati dinanzi ad una situazione non prevedibile, anche per chi guida il calcio. In merito alla contrattualistica si percepisce il grande sforzo che si sta compiendo al fine di danneggiare nessuno, con degli accordi di prolungamento contrattuale la questione potrebbe essere risolta”.

Il futuro mercato: “Sarà un mercato dove nessuno partirà con dei vantaggi, completamente diverso dagli altri anni, dove ci saranno pochi movimenti di top player, e ci troveremo davanti a situazioni inedite”.

Milenkovic e Pezzella, ipotesi Napoli: “Sono figli del mio secondo ciclo a Firenze, dove si puntava sulla presenza di giocatori d’esperienza coadiuvati da giovani prospetti. Entrambi i calciatori hanno molto mercato, per Milenkovic abbiamo rifiutato una grande offerta da un top club inglese, quindi non mi meraviglierei se il Napoli fosse interessato a loro”.

Castrovilli: “È un giovane prospetto, il suo acquisto è stato un investimento a lungo termine. Ci è costato un milione più il 50% di Petriccione, potrà fare molto bene in futuro”.

La prima avventura a Firenze: “I primi anni di Firenze mi hanno segnato molto – racconta Pantaleo Corvino – mi ritrovai a confrontarmi con un club che era ripartito e che si era salvato all’ultima giornata nella massima categoria. Siamo riusciti a qualificarci quattro volte in Champions facendo delle scelte sempre nel rispetto del bilancio. Fu un ciclo molto redditizio sia per i risultati tecnici che per quelli sportivi; visto che eravamo una presenza fissa in Europa. Abbiamo avuto tante soddisfazioni come la semifinale di Europa League”.

Il secondo ciclo di Firenze: “Il secondo ciclo a Firenze è quello in cui ho dato di più, perché nonostante un humus negativo generale attraverso un’idea finalizzata a tenere i conti in ordine ed un monte ingaggi sotto i 40 milioni, siamo riusciti con la squadra più giovane d’Europa a realizzare nei primi due anni 60 e 58 punti, mentre il terzo anno sino ai primi di gennaio avevamo raggiunto le semifinali di Coppa Italia ed eravamo a 3 punti dalla zona Champions League sino a che l’humus ambientale non è esploso, e tutto è andato ad alterarsi sino alla cessione del club”.

Vucinic: “È un ragazzo che insieme ad altri 4 mi fu segnalato da un amico. Siccome era una fonte molto attendibile seguii il suo consiglio e mi recai immediatamente in Sargena. Quando andai a vedere Vucinic mi destò molto interesse nonostante non avesse offerto un’ottima prestazione. Il suo valore all’epoca era di 800 milioni, una cifra importante per le casse del Lecce; pertanto prima di investire tale somma, lo volli rivedere in una nuova amichevole. Alla fine ho deciso di correre il rischio e lo portai a Lecce, poi il resto è storia”.

Il lavoro di Liverani: “Sul Lecce mi sono esposto molte volte e come matricola avrebbe dovuto avere dei problemi, ma attraverso un’idea di gioco ha dimostrato di meritarsi la categoria. Si vede molto l’impronta di Liverani in campo”.

Futuro: “Ho fatto la Serie B solo tre volte, vincendola in tutte e tre le occasioni. Per arrivare in cadetteria sono partito dalla terza categoria, ottenendo successi in tutte le categorie. In Serie A vanto 600 partite, 54 in Europa con 13 trofei giovanili. Ho fatto tante scelte di cuore e mi piacerebbe poter vincere lo Scudetto che mi manca”.

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