Panchina Milan, il futuro di Pioli, dopo la debacle contro il Dortmund, è appeso ad un filo: proposto Sheva per gennaio, mentre a giugno…

Traghettatore o non traghettatore fino a giugno, in attesa di tirare le somme a fine stagione e procedere con il cambio della guardia alla guida tecnica ben prima della scadenza contrattuale di Pioli, fissata per il 2025? Il dubbio che attanaglia il Diavolo in queste ore potrebbe protrarsi per qualche ora, almeno fino alla sfida di sabato contro il Frosinone. Di certo, la barca Milan sta affondando, ben lontana dai lidi europei, intesi come ottavi di finale di Champions League, e con l’obiettivo seconda stella che, adesso come adesso, pare un vero miraggio.

In generale, la nave rossonera prende acqua da tutte le parti, vive di pochi e sporadici sussulti come, ad esempio, la sfida illusoria contro il Paris Saint Germain, e perde continuamente vari elementi della propria scialuppa, causa continui infortuni. Ultimo della lista, il malcapitato Malick Thiaw, i cui esiti degli esami strumentali sono tutt’altro che confortanti. Il capitolo infortuni dalle parti di Milanello identifica il momento di una squadra stanca, confusa, senza idee e molto intimorita dalla piega della situazione medica, che ormai appare una vera piaga.

Panchina Milan: proposto Sheva per gennaio, mentre a giugno…

Nelle convulse ore che potrebbero segnare la fine del ciclo targato Pioli, comunque al momento ben saldo sulla panchina rossonera, al quarto piano di Casa Milan l’idea di un traghettatore che possa condurre la barca di Caronte verso acque meno agitate, potrebbe anche farsi strada. Secondo quanto riportato da Nicolò Schira, uno dei nomi sottoposti allo stato maggiore rossonero è stato quello di Shevchenko, vecchia bandiera mai ammainata dalle parti di Milanello, ma il cui profilo non scalda l’animo di Furlani e soci. Storicamente, poi, gli ex calciatori alla guida del Milan non hanno mai inciso in maniera significativa, vedasi i vari Seedorf, Inzaghi, Brocchi e Leonardo, tra gli altri.

Molto più probabile, a meno di ulteriori battute d’arresto al momento (comunque, abbastanza preventivabili), un cambio della guida tecnica a giugno, a conti fatti e bocce ferme. Secondo quanto riportato da Sportmediaset, l’idea Conte stuzzica ma non è in linea con i parametri societari. Molto più spendibili i nomi, al contrario, di Palladino, Thiago Motta e Farioli: tecnici giovani, in rampa di lancio e che esprimono un gioco fresco e propositivo. Traghettatore o no, il destino di Stefano Pioli sulla panchina del Milan appare ormai segnato.

Articolo precedenteCagliari, nuovo stadio: passi avanti per il “Gigi Riva”
Articolo successivoNainngolan riparte dall’Indonesia: avventura al Bhayangkara

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui