Padova Samb Zerbini: “Un rammarico i mancati play-off con i biancoscudati, San Benedetto nel cuore” – ESCLUSIVA EC

Padova Samb Zerbini: “Un rammarico i mancati play-off con i biancoscudati, San Benedetto nel cuore” – ESCLUSIVA EC

PADOVA SAMB ZERBINI – Martedì sera andrà in scena allo stadio Euganeo la partita tra Padova e Sambenedettese, valida per il primo round dei play-off. Per entrambe le squadre sarà la prima gara ufficiale dopo il lungo stop dovuto all’epidemia del Covid-19.

In campionato si erano sfidate verso la fine di ottobre, ed ad avere avuto la meglio erano stati i biancoscudati grazie alla rete di Santini.

PADOVA SAMB ZERBINI – In vista di questo match, “Europa Calcio” ha contattato telefonicamente Francesco Zerbini, ex attaccante che durante la carriera ha indossato la maglia di entrambe le squadre. Oggi lavora nel settore immobilare nel piacentino.

Anzitutto, è stato giusto secondo lei riprendere questa stagione?

Dico di sì, così come è stato sacrosanto fermarsi quando si stava diffondendo il Covid e c’era in gioco la vita di tante persone. Ma per società come Padova e Samb, che hanno investito molto, è giusto terminare la stagione. Sono due società che meritano molto di più della Serie C e – indipendentemente da come finirà domani – auguro a entrambe di raggiungere la cadetteria il prima possibile“.

Le squadre sono ferme da più di quattro mesi, psicologicamente come sarà?

Non sarà facile, questo senza ombra di dubbio. Però parliamo sempre di professionisiti che si allenano tutti i giorni“.

La partita si giocherà a Padova, dove ha giocato per sei mesi, che non furono però positivi. Cosa non funzionò?

Sono cose che fanno parte della carriera di un giocatore, il quale ha periodi più felici e periodi meno felici. In ogni caso ho un ottimo ricordo di Padova, eravamo un bellissimo gruppo e anche la città mi piaceva tanto. Sono sttao appunto pochi mesi ma sono rimasto affezionato alla piazza“.

Quella rosa era costruita con l’obiettivo minino dei play-off, ma a fine campionato non raggiunse nemmeno quelli.

E’ vero, ma vanno considerati una serie di fattori, non c’è mai un solo motivo specifico. Tra noi giocatori ci fu molto rammarico, e ricordo ancora le contestazioni della tifoseria a mister Ulivieri. Fu per tutti una grande delusione, meritavamo assolutamente di più“.

Peraltro, all’ultima giornata di quel campionato incontrò proprio la Samb.

Ricordo benissimo. Prima della partita i tifosi della Samb mi avevano dedicato uno striscione e mi regalarono una sciarpa. San Benedetto è la mia seconda casa e lì ho lasciato dei ricordi indelebili. Ho avuto la possibilità di giocare con continuità. Andai via a dicembre 2003, ma per cause maggiori e non per volontà mia, ci tengo a sottolinearlo. Avrei tanto voluto finire la stagione con quella maglia“.

Lei e Scandurra eravate due autentici gemelli del gol. Quale fu il segreto di quel vostro incredibile affiatamento?

Avevamo un ottimo rapporto anche fuori dal campo, ci stimavamo entrambi prima di tutto umanamente. Pochi giorni prima di Natale giocammo a Paternò e ci venne assegnato un penalty: il rigorista della squadra ero io, ma avevo già segnato mentre Gabriele (Scandurra, ndr) ancora no, quindi lo feci calciare a lui e lo realizzò“.

FONTE IMMAGINE: www.rivieraoggi.it

 

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