PADOVA MOKULU – Non è un momento facile per il Padova di Salvatore Sullo. Dopo un inizio a razzo, con 7 vittorie in 8 gare, nelle ultime uscite sono usciti fuori alcuni limiti della squadra. E ieri pomeriggio è arrivato il pesante ko casalingo per mano del Südtirol, che ora ha raggiunto proprio i veneti al secondo posto.

Uno dei giocatori maggiormente in difficoltà è Benjamin Mokulu, approdato a Padova in estate dopo gli ultimi sei mesi della scorsa stagione tra le fila della Juventus Under 23. Fino a questo momento, l’attaccante belga ha segnato soltanto 1 gol – peraltro su rigore – in 13 presenze: oggettivamente molto poco, viste anche le aspettative su di lui.

[df-subtitle]Mokulu, inizio in salita: con la maglia del Padova finora solo un gol su rigore in casa della Fermana[/df-subtitle]

Diverse sono le ragioni di questo digiuno. Se da un lato è vero che i giocatori di robusti e di notevole stazza come lui impiegano più tempo prima di entrare al meglio della condizione fisica, dall’altro sono altresì evidenti le sue difficoltà nel rendimento, nonostante in certe occasioni sia stato abile a creare varchi e problemi alle difese avversarie.

MOKULU PADOVA – Il centravanti, in Italia dal 2015 – quando l’Avellino lo ingaggiò dai belgi del Mechelen – deve però essere aspettato. E’ presto per emettere sentenze.

Nella recente storia di questo club ultracentenario ci sono stati diversi altri attaccanti ad aver avuto difficoltà nei primi mesi, prima di rivelarsi pedine molto importanti per le rispettive squadre, indipendentemente dall’esito della stagione. Andiamo a scoprire chi sono.

[df-subtitle]Marco Guidone[/df-subtitle]

Il suo rapporto con il Padova non è sempre stato idilliaco, e in ben più do un’occasione ha ricevuto critiche. Ma ha comunque lasciato un segno tangibile. Fortemente voluto da Bisoli nell’estate 2017, nelle prime 20 partite Guidone aveva segato appena 3 gol. D’accordo il sacrificarsi per la squadra e il gioco sporco, ma a livello realizzativo ci si aspettava di più. La storia cambia però nella seconda parte di stagione, quando mette a segno pesanti reti – come quello in casa al Menti che decide il derby contro il Vicenza e la doppietta alla Reggiana -, determinanti per il ritorno del Padova in cadetteria. Assieme ad Alessandro Capello compone un tandem offensivo da primo posto in classifica.

Fonte immagine: www.padovacalcio.it

[df-subtitle]Federico Melchiorri[/df-subtitle]

Attualmente al Perugia, Melchiorri vanta anche una stagione con la casacca del Padova, precisamente in quella disgraziata annata in Serie B 2013/2014, culminata con la retrocessione e la successiva mancata iscrizione in Lega Pro.

Assieme al portiere Mazzoni e all’esterno Improta, l’attaccante classe 1987 era stata una delle poche note positive di quella squadra, che nel corso del campionato aveva cambiato ben tre allenatori (Marcolini, Mutti e Serena). Uno degli ultimi a gettare la spugna. Eppure, il suo inizio era stato in salita: al suo esordio in casa contro il Livorno segna la rete del definitivo 3-2, e due turni dopo si ripete contro la Juve Stabia. Ma di lì a marzo mette a referto solamente una marcatura, fermo restando che i problemi di quel Padova erano ben altri. Chiude il campionato con 6 centri e ben 8 assist. Non a caso, l’estate successiva lo ingaggia il Pescara per puntare alla promozione in A.

Fonte immagine: www.bresciaoggi.it

[df-subtitle]Marcos Ariel de Paula[/df-subtitle]

In quell’ormai lontano 2010/2011 il Padova sfiorò la promozione in Serie A, sfumata solamente al ritorno della finale play-off in casa del Novara. Dopo una prima metà di campionato non troppo positiva, El Shaarawy e compagni – specie con il cambio di allenatore, avvenuto a marzo quando Dal Canto subentrò a Calori – invertirono la rotta, intraprendendo un incredibile ruolino di marcia. Uno dei protagonisti fu Marcos Ariel de Paula, attaccante brasiliano arrivato a gennaio dal Chievo.

Il suo inizio a Padova fu piuttosto in salita, ma proprio con l’approdo di Dal Canto divenne un elemento imprescindibile in quel 4-3-3: oltre a grandi discese sulla fascia, da aprile in poi de Paula segnò ben 6 gol nelle ultime nove gare di campionato. La sua esperienza biancoscudata è durata solo quei sei mesi, ma il ricordo da lui lasciato è assolutamente positivo, nonostante l’avvio in salita.

Fonte immagine: www.toronews.net

[df-subtitle]Cristian La Grotteria[/df-subtitle]

Era più una seconda punta di fantasia che una vera e propria prima punta. Lungo e intenso è stato il percorso di Cristian La Grotteria al Padova, che nell’estate 2003 lo aveva acquistato dal Palermo. Quegli anni sono stati molto difficili, in quanto coincisi purtroppo con i diversi tentativi, sempre andati a vuoto, dei biancoscudati di centrare almeno i play-off per la Serie B.

In ogni caso, l’ex giocatore argentino, oggi responsabile del settore giovanile del Cittadella, è stato uno dei calciatori più attaccati alla maglia di quel periodo fatto di poche luci e tante ombre. Da non dimenticare che nel gennaio 2005 rifiutò il trasferimento in un club di cadetteria per rimanere e cercare di regalare ai tifosi padovani il salto di categoria. Il tutto nonostante una prima annata, quella in cui in panchina ci furono prima Glerean e poi Ulivieri, non molto positiva, con soli 4 gol in 22 presenze.

Fonte immagine: www.calciopadova1910.com

Articolo precedenteCagliari, Zola: “Classifica meritata, gran crescita di gioco grazie a Maran, Nainggolan e centrocampo”
Articolo successivoCristiano Ronaldo sostituito, Cassano: “Ha rischiato la squalifica! Vi spiego perchè”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui