Orsini scopritore Orsolini: “Notai Riccardo mentre camminavo in spiaggia, Mihajlovic decisivo per lui” – ESCLUSIVA EC

Orsini scopritore Orsolini: “Notai Riccardo mentre camminavo in spiaggia, Mihajlovic decisivo per lui” – ESCLUSIVA EC

ORSINI SCOPRITORE ORSOLINI – Prima dello stop forzato dovuto all’emergenza legata alla diffusione del Covid-19, uno dei migliori giocatori di questa Serie A 2019/2020 è stato Riccardo Orsolini, esterno offensivo del Bologna classe 1997. Da agosto a marzo ha collezionato 28 presenze e 8 gol tra campionato e Coppa Italia.

Con la maglia rossoblu, l’ex Ascoli sta mettendo sempre più in luce le proprie ottime qualità. Non a caso nei mesi scorsi è stato convocato in Nazionale dal CT Roberto Mancini e il suo nome è stato accostato a club come Juventus – che a gennaio 2017 aveva acquistato il suo cartellino -, Napoli e Milan.

ORSINI SCOPRITORE ORSOLINI – Per conoscere meglio il talento marchigiano, “Europa Calcio” ha contattato telefonicamente Remo Orsini, allenatore dell’Ascoli Under 14 nazionale (e coordinatore responsabile dell’attività di base) nonché suo scopritore e allenatore che più di ogni altro ha creduto in lui.

Lei conosce benissimo Orsolini, come si accorse di lui?

Devi sapere che a me piace molto camminare. Un’estate mi trovavo sul lungomare di San Benedetto del Tronto e volevo andare a salutare l’altro mio allievo Lorenzo De Grazia (oggi giocatore del Modena, ndr). Mentre lo cercavo, mi fermai a vedere una partita in spiaggia tra ragazzini. Uno di loro era un bambino di 8 anni che faceva delle giocate acrobatiche incredibili per la sua età. Chiesi quindi come si chiamava e mi dissero che era Orsolini. In quel periodo allenavo i Pulicini dell’Ascoli e lo volli subito con me: rimasi immediatamente colpito dalle sue abilità. Passai tutto il mese di luglio a cercare di convincere suo padre, con cui poi è nata una grande amicizia, nel farlo venire a giocare da me. Riccardo abitava a Rotella e per i genitori non era facile spostarsi fino ad Ascoli visti i 30 km di distanza“.

Poi è nato un legame molto forte.

Ho allenato Orsolini per sei anni: due nei Pulcini, due nei Giovanissimi Nazionali e altri due nella Berretti. In quest’ultima rosa è stato capocannoniere di tutti i gironi d’Italia con 24 gol. Quando era ai Giovanissimi, invece, ha fatto più fatica in quanto non aveva ancora sviluppato abbastanza il fisico. In ogni caso, già in quel periodo spesso lo chiamavano alla Berretti.

Un momento davvero indimenticabile è ai tempi dei Pulicini, precisamente in un torneo a Paestum. Stavamo giocando la finale contro l’Avellino e Riccardo era teso e nervoso. Perdevamo 1-0 – racconta Remo Orsini scopritore di Riccardo Orsolini – ma nel secondo tempo segnò il gol del pari. All’ultimo secondo ci venne assegnato un calcio di punizione e io gli dissi: “Riccardo, falla finire qui questa partita”. Mise il pallone in rete sotto l’incrocio dei pali“.

Oltre a lei, un’altra sua importante guida è il suo tecnico attuale Sinisa Mihajlovic.

Certo, Sinisa lo ha messo nel suo ruolo. Ora sta imparando a cavarsela non solo più con il sinistro ma anche con il destro. Riccardo è un vero talento, che è diverso dal giocatore forte. Ha sempre avuto le giuste movenze ed è bravo altresì nella fase di disimpegno. Se il campionato fosse continuato sarebbe sicuramente andato agli Europei. La sua vera forza è il carattere: non si emoziona e non sente la partita, gioca con la massima naturalezza. Avrebbe dovuto incontrare prima Mihajlovic, perché con Inzaghi – che lo schierava mezzala o esterno di centrocampo a cinque – ci fu un equivoco tattico e lo stava snaturando“.

Prima del Bologna, invece, Orsolini aveva giocato in quell’Atalanta schiacciasassi. Paradossalmente, fu uno dei pochissimi a non riuscire a esprimersi con Gasperini…

Il motivo è che Gasperini gioca di fatto con un 3-5-2, dove metti Riccardo in quel sistema di gioco? Avrebbe potuto fare al massimo il trequartista. In più c’erano anche i vari Ilicic e Gomez che rendevano e rendono al massimo”.

Dove vede il futuro del numero 7 rossoblu?

Dico intanto che Bologna è una grandissima piazza, lì hanno giocato campioni come Baggio e Signori. Non so nulla e non voglio nemmeno entrare in dinamiche di mercato, ma merita un top club. Vedo un suo futuro molto grande. E aggiungo che non ha ancora mostrato l’intero potenziale. Deve solo giocare e stare bene. Segna e fa fare gol, sarebbe sicuramente arrivato in doppia cifra. E nel saltare l’uomo è il migliore in assoluto assieme a Insigne“.

 

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