Nuovo San Siro: il Comune, nella persona del Sindaco Sala, ha richiesto e ottenuto un incontro con Milan e Inter per ristrutturare il Meazza

In un universo parallelo a quello calcistico, c’è una partita in cui Milan e Inter giocano nella stessa squadra, per gli stessi interessi: quella identificata nel progetto per il nuovo San Siro, ormai datata 2018. L’unico avversario da affrontare, sino a questo momento, è stata la burocrazia, con vincoli e tempi biblici per le discussioni sull’abbattimento del vecchio Meazza, ormai fatiscente e nettamente al di sotto degli standard europei in termini di incassi e ospitalità, a farla da padrone. Proprio nel momento in cui le due società hanno, idealmente, portato la contesa al fischio finale rappresentato dall’individuazione di altre aree per la costruzione di due impianti in autonomia, il Comune, in mattinata, ha provato a riaprire la partita convocando le società a Palazzo Marino.

In mattinata, infatti, il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha richiesto un colloquio con i rappresentanti delle due società, Scaroni (Presidente Milan) e Antonello (amministratore delegato Inter) per sottoporre loro un progetto di ristrutturazione di San Siro avvalendosi della collaborazione di Webuild S.p.a., ente rinomato in ambito internazionale e preposto per presentare uno studio di fattibilità entro i prossimi tre mesi tenendo ben presente il vincolo posto sul secondo anello arancio, irremovibile, a partire dal 2025. Stando a quanto comunicato dal Comune stesso mediante una nota ufficiale, i club hanno accolto positivamente la richiesta e si riserveranno il tempo utile per valutare la contromossa del Sindaco per evitare che uno degli stadi più iconici al mondo possa trasformarsi in un rudere abbandonato a se stesso.

Nuovo San Siro, Sala convoca Milan e Inter per la ristrutturazione

In realtà, dalle informazioni in possesso emerse dopo l’incontro con l’Amministrazione Comunale, le due società sarebbero risultate ancora scettiche in merito a diverse questioni tuttora irrisolte e relative a diverse problematiche. Su tutte, come da comunicato: “I rappresentanti dei Club hanno ribadito la necessità di una tutela dell’eventuale perdita di disponibilità di capienza dello stadio durante i lavori. Gli interventi dovranno essere quindi compatibili con il calendario delle partite, delle manifestazioni sportive e degli eventi di intrattenimento, al fine di evitare danni economici, ma soprattutto per mantenere un’esperienza coinvolgente, sicura e confortevole per gli spettatori e le spettatrici. Nel progetto andranno considerati sviluppi urbanistici nell’area di San Siro, in particolare per la sua riqualificazione. Questione vincolante, nelle forme da definire, è che lo stadio dovrà diventare di proprietà delle squadre”, recita il comunicato del Comune.

Milan e Inter si sono dunque riservate la possibilità di procedere spedite verso le alternative valutate in questo lasso di tempo. In particolare, il club rossonero sembra procedere sempre più spedito verso la soluzione San Donato, con l’Accordo di Programma in procinto di essere stanziato e propedeutico alla posa della prima pietra (marzo 2025) per la nuova Casa del Diavolo entro ottobre 2028. Quello odierno, al momento, appare un ultimo tentativo disperato del Sindaco, Sala, di riaprire una partita che sembrava ampiamente chiusa e, ora, ulteriormente rinviata per altri tre mesi per evitare l’irreparabile: uno Stadio San Siro senza Milan e Inter.

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