PROCURATORE ARBITRI AIA – “L’arbitro è un giudice a tutti gli effetti”. Te lo dicono subito, a scuola calcio, te lo dicono quando frequenti il corso per arbitri, te lo dicono perché, nel calcio, è la figura autoritaria più importante, che ha il dovere di applicare il regolamento con imparzialità e senza interpretazioni a beneficio dell’una o dell’altra squadra.

Un arbitro deve far rispettare il Calcio nei suoi elementi etici e nei punti cardine, è l’elemento che dovrebbe amare questo sport e preservarlo più di chiunque altro.

Un giudice. E come tale emette sentenze nei vari gradi della giustizia sportiva. Nella giustizia – poco importa se ordinaria o sportiva – la legge è uguale per tutti.

Tuttavia, la storia calcistica italiana ha fatto registrare uno degli scandali più importanti a livello mondiale. Quel “Calciopoli” che portò alla luce dubbi sommersi, ipotesi di reato, paura collettiva di un sistema corrotto. Incubi diventati realtà.

PROCURATORE ARBITRI AIA, NUOVO SCANDALO

Dopo Calciopoli, tutti sperammo in un volta pagina definitivo, che potesse dar nuovo lustro ad una classe arbitrale che uscì con le ossa rotte da quel periodo in termini di immagine in Italia e nel resto del mondo.

Il caso di Rosario D’Onofrio, già procuratore capo dell’AIA (l’associazione italiana arbitri) finito in carcere con l’accusa di essere un narcotrafficante, ha rappresentato un altro duro colpo per la nostra classe arbitrale.

PROCURATORE ARBITRI AIA – Tralasciando i luoghi comuni ed i populismi (sappiamo il significato di mela marcia, sappiamo che non si deve generalizzare, sappiamo che certamente sarà un caso isolato), è evidente che l’AIA ha subito, a distanza di quasi un ventennio, una botta bella tosta.

I vertici della FIGC si sono subito attivati. Gabriele Gravina non ha usato mezzi termini: “Sono sconcertato, ho subito chiesto riscontro al presidente Trentalange sulle modalità di selezione del Procuratore, in quanto la sua nomina è di esclusiva pertinenza del comitato nazionale su proposta del presidente dell’Aia. Una cosa è certa, la Figc assumerà tutte le decisioni necessarie a tutela della reputazione del mondo del calcio e della stessa classe arbitrale”.

Giudici. Nel caso di D’Onofrio, un Procuratore che viene indagato. Siamo alla finestra per guardare con la massima attenzione l’evoluzione di una vicenda che alza inevitabilmente ombre sui vertici arbitrali.

E se devi prestare attenzione nel dare fiducia ad un Procuratore appartenente all’associazione dei giudici, se non puoi fidarti dei suoi vertici, come puoi fidarti di chi decide quale sarà l’arbitro che sarà in campo per dirigere una partita?

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