Roma-Milan, note dagli Inferi: i rossoneri perdono anche la gara di ritorno dei quarti di finale di Europa League e archiviano la stagione

Titoli di coda, della stagione del Milan, così come della storia di Stefano Pioli alla guida della squadra rossonera. Notte fonda all’Olimpico per il Diavolo, che soccombe nella tana della Lupa anche nel corso della gara di ritorno dei quarti di finale di Europa League e saluta l’ultimo obiettivo in grado di riavvolgere il nastro di una stagione giunta al termine. All’Olimpico, proprio nella serata più importante, i rossoneri si sciolgono come neve al sole appena dopo 12 minuti, complice la rete di Mancini, con il difensore che bissa il gol della gara d’andata.

La differenza tra Milan e Roma, semplificando (probabilmente, un po’ troppo) una partita giocata anche sui dettagli, sta tutta nella rete dell’uno a zero dei capitolini: il centrale giallorosso anticipa con cattiveria e tempestività una retroguardia imbambolata sulla respinta del palo di destra della porta difesa da Maignan, dopo il tiro scagliato da Pellegrini.

Al minuto 22, poi, la sgroppata di Lukaku consente ai giallorossi di raddoppiare con l’arcobaleno nella fitta pioggia di Paulo Dybala, poi sostituito per far fronte all’espulsione comminata a Celik per fallo su Rafael Leao, al minuto trentuno. Più di un’ora di gioco in superiorità numerica, per il Milan, per produrre poco o nulla in fase offensiva, eccezion fatta per la traversa colpita da Loftus-Cheek, sul risultato di 1-0 per la Roma, e la rete della disperazione di Gabbia ai fini della qualificazione, ma della consapevolezza, per i rossoneri, di aver clamorosamente mancato l’appuntamento fondamentale della stagione. Tra le fila rossonere non funziona quasi nulla: le scelte di Calabria interno di centrocampo e Musah schierato largo a destra, in particolare, suonano come rintocco finale di un progetto giunto alla deriva, in una piovosa nottata di Roma.

Note dagli Inferi: Roma-Milan, notte fonda all’Olimpico per i rossoneri

In generale, l’atteggiamento della squadra appare sempre il medesimo, a tratti impalpabile: quasi nessuno sembra volersi caricare sulle spalle i compagni, con l’unica nota di merito per il nigeriano Chukwueze, lasciato colpevolmente a guardare il match dalla panchina per tutta la durata del primo tempo. Il Diavolo, ora, non avrà nemmeno il tempo di leccarsi le ferite: lunedì, a San Siro, si presenterà un’Inter proiettata verso il sogno di raggiungere la seconda stella, mentre il Milan potrebbe subire il contraccolpo di una notte da incubo. In una piovosa nottata capitolina, capitola il Diavolo: cala il sipario su una stagione e, certamente, su un progetto sportivo che non regge più.

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