Note dagli inferi: nel dettaglio, aspetti positivi e negativi di Sassuolo-Milan 3-3: due fasi completamente sbilanciate; difesa da horror

Fuochi d’artificio al Mapei Stadium nell’incontro valido per la trentaduesima giornata di Serie A tra Sassuolo e Milan, con il Diavolo che racimola un misero punto in un continuo ottovolante con il quale recupera un match che sembrava chiuso dal 3-1 firmato Laurientè. Sei reti, a dire il vero otto, senza il VAR per la doppietta cancellata ad un pimpante, ma sfortunatissimo (e alla fine, nervosissimo per la sostituzione) Chukwueze.

Il Milan parte con ritmi da calcio quasi d’agosto, quando, invece, il pareggio maturato nel Derby della Mole avrebbe dovuto spingere la squadra ad entrare in campo con un atteggiamento totalmente diverso per aggredire il secondo posto, la qualificazione alla Champions League e allontanare lo spauracchio Derby di Milano di lunedì 22. La sensazione è che, in una continua giostra divertente, sì, ma totalmente confusa e svalvolata, l’equilibrio sia ormai un lontano ricordo. Vince il divertimento, ma resta il rammarico da ambo le parti per una partita assolutamente da vincere, ma terminata in pareggio.

Sassuolo-Milan 3-3: note negative

Anche in questo caso, sarebbe più indicato partire dal bicchiere mezzo vuoto: il Diavolo, idealmente, esce quasi in ciabatte nei primi 15 minuti del match in cui il Sassuolo lo colpisce a freddo con Pinamonti e Laurientè, lasciati completamente e colpevolmente soli a ridosso della porta. Poi, più di inerzia, che con azioni puramente di personali e idee lucide e concrete, il Milan rialza la testa grazie all’assolo di Leao, la cui rete del momentaneo 2-1 è una gemma di rara bellezza. L’atteggiamento della squadra è contratto, sperso, con errori tecnici e tattici evidenti: il peggior modo di presentarsi al cospetto della Lupa in Europa League e, soprattutto, al Derby della Madonnina del prossimo lunedì: sfide decisive per il futuro di Stefano Pioli.

Sassuolo-Milan 3-3: difese da incubo

Altra grande nota dolente, una fase difensiva che definire “ballerina” sarebbe un eufemismo: completamente immobili in occasione delle tre reti realizzate dal Sassuolo, i neroverdi avrebbero anche l’occasione per sferrare il colpo finale su contropiede orchestrato da Laurientè, ma con il gol del 3-2 segnato da Luka Jovic sul ribaltamento di fronte. Alcune seconde linee, poi, non hanno pienamente convinto: tra i peggiori, si segnalano Adli, Thiaw (in questo momento non può che risultare una seconda scelta), Kjaer (irriconoscibile, oggi) e Jovic, a metà.

Il gioco appare confusionario, poco codificato e assolutamente lasciato all’estro e al talento dei singoli: i cambi e un atteggiamento più consono hanno parzialmente raddrizzato una partita contro una squadra in crisi di identità e risultati, ma la squadra non appare lucida nelle scelte e commette troppi errori tecnici e tattici. Lasciare perennemente i due centrali, più fisici che veloci, a coprire una porzione di campo troppo ampia, non aiuta di certo. Un dato inequivocabile: in undici delle ultime ventidue trasferte, il Diavolo è stato colpito almeno due volte: troppi gol subiti.

Ultima, ma non la sola, nota dolente: il cambio di Chukwueze. Il nigeriano si vede annullare una doppietta dal VAR, con il primo gol, in particolare, molto dubbio: sostituirlo per Pulisic, pur l’americano offrendo il solito apporto misto garanzia, è sembrato quantomeno ingiusto da parte di Pioli. Il classe 1999, con ogni probabilità, non avrà riservato un posto in attacco nella decisiva gara di Roma, ragion per cui, sarebbe stato, probabilmente, più opportuno lasciarlo in campo fino all’ultimo.

Sassuolo-Milan 3-3: note positive

Non ci si annoia di certo al Mapei e l’incontro tra Sassuolo e Milan si chiude con un risultato pirotecnico. La fase offensiva della squadra rossonera, pur rimarcando quanto scritto in precedenza, funziona eccome; l’occasione per ribaltare definitivamente il risultato capita sul sinistro di Giroud, ma il francese sbaglia in maniera grossolana.

Si scalda, poi si risiede, si rialza dalla panchina al minuto 81 e, al minuto 83, già esulta sotto la Sud: Noah Okafor, esattamente come a Udine, rimette il Diavolo in carreggiata dopo essere subentrato, tardivamente, in campo. Lo svizzero meriterebbe molta più fiducia, ha ritmo e gol nelle gambe, ma non sembra poter ammaliare particolarmente Pioli. Eppure, in una partita simile, il classe 2000 potrebbe acquisire maggiore spazio e fiducia in vista del futuro.

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