Note dagli Inferi, Milan-Lecce: il Diavolo continua la propria rincorsa verso la zona Champions League rifilando tre reti ai salentini

Settima meraviglia del Diavolo, che ingrana la quinta vittoria consecutiva in Serie A (da aggiungere alle due in Europa League) e riduce la distanza dal traguardo secondo posto e qualificazione alla prossima edizione della Champions. Dopo il primo tempo, terminato 2-0 (reti di Pulisic e Giroud) e agevolato dal Lecce in dieci uomini per l’espulsione di Krstovic, a dire il vero alquanto dubbia, il Milan innesca il pilota automatico e, nella seconda frazione, trova la rete del 3-0 su un filtrante illuminante di Adli per Leao, il quale centra la seconda rete consecutiva e surfa al cospetto di un popolo tutto ai suoi piedi. La manovra a chiara trazione offensiva ha innescato i giri del motore dei rossoneri sin dai primi minuti, con una pressione continua sui portatori di palla della squadra salentina e un’aggressione costante della trequarti campo avversaria.

Milan-Lecce, note positive:

Tante, tantissime per una squadra che sta vivendo il miglior momento della stagione. Trainato dalla fantasia sulla trequarti, il Milan dimostra lucidità nelle giocate e quell’immensa qualità subordinata alle scelte di un mercato troppo sottovalutato in alcuni momenti della stagione, specie in quelli più complicati. Surfa Leao, con il portoghese che si diverte e fa divertire il popolo rossonero per tutti i novanta minuti: sua la rete del tre a zero culminata dopo una cavalcata sulla sinistra e la freddezza sotto porta con la quale inchioda Falcone e scrive i titoli di coda del match. Altra menzione di merito per Pulisic, schierato in posizione più centrale: prova straripante dell’americano, protagonista di una stagione da incorniciare.

L’ex Chelsea ha immediatamente fugato ogni dubbio di qualche possibile difficoltà in quella porzione di campo con un fulmineo destro-sinistro per sbloccare il match dopo appena cinque minuti di giri d’orologio. Uomo ovunque, il numero 11 si segnala per dedizione e abnegazione, recuperando una quantità industriale nella zona centrale del campo. Sintomo, questo, di una condizione atletica brillante dei rossoneri nel momento cruciale della stagione: la squadra sta bene, è lucida e gioca un calcio efficace ritrovando più equilibrio difensivo, anche se parecchio agevolato dalla superiorità numerica.

Altro tassello determinante nel puzzle di una prestazione positiva dei rossoneri nel trentunesimo turno del campionato, la rete di Giroud sugli sviluppi di calcio piazzato (in questo caso, un angolo): un fondamentale nel quale il Diavolo ha storicamente difettato, sin dai tempi di Ancelotti, ma che sta tornando fortemente in auge nell’ultimo periodo.

Milan-Lecce, note negative:

Poche, pochissime, quasi impercettibili nello scintillante pomeriggio a tinte rossonere. Una menzione rivolta ad un solo singolo: Okafor. Lo svizzero è sparito dalle rotazioni di oggi, quando ci si attendeva il suo ingresso in campo nell’ultima mezz’ora, almeno, in modo da far rifiatare Leao, sostituito a Firenze nel momento clou del match e lasciato in campo, al contrario, per tutti i novanta minuti in una gara già chiusa a tripla mandata dalla squadra di Pioli.

Il classe 2000, al termine della partita, si è allenato sul campo col resto della truppa che non ha preso parte al match di ieri: l’ex Salisburgo, con ogni probabilità, sederà in panchina anche nell’euro Derby di giovedì, contro la Roma, spartiacque per il futuro del Diavolo e, probabilmente, di Stefano Pioli sulla panchina del Milan. Ultima, attuale ma ormai risaputa, nota dolente: può, questa squadra, con questi singoli, viaggiare a chilometri di distanza dalla vetta della classifica? Le statistiche lo affermano, ma i dubbi continuano ad avanzare.

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