Note dagli Inferi: aspetti positivi e negativi della vittoria in trasferta del Milan a Firenze: molte amnesie, ma quanta qualità!

FiorentinaMilan 1-2. Nell’uovo di Pasqua della trentesima giornata del campionato di Serie A, il Diavolo scarta altri tre fondamentali punti per consolidare il secondo posto, complice la sconfitta della Juventus a Roma, contro la Lazio, e metterne in cascina altrettanti per mantenere inalterato o, addirittura, incrementare, la distanza dal quinto posto in ottica qualificazione alla prossima edizione della Champions League.

Sulle rive dell’Arno, il Milan dimostra, ancora una volta, di navigare sia in acque tempestose, quanto in acque molto più agevoli, in virtù di una qualità offensiva a tratti disarmante, nell’arco dei novanta minuti (e più) minuti di una stessa partita. Un continuo turbinio di emozioni contrastanti che caratterizzano questa stagione. A fare da contrappeso all’imprevedibilità di una fase avanzata in grado di produrre palle gol in serie, sarebbe utile sottolineare una transizione difensiva che concede ancora occasioni con troppa facilità, figlie di superficialità o di errori concettuali.

Fiorentina-Milan: note positive

Seconda trasferta consecutiva conclusa con una vittoria, la sesta nelle ultime sette di Serie A, che proietta i rossoneri al momentaneo +6 ai danni di una Vecchia Signora in crisi di identità e risultati. Una menzione particolare per qualche singolo, con un Chukwueze davvero pimpante e un Loftus-Cheek certezza di una trequarti a cinque stelle della formazione di Pioli, unita ad un calcio propositivo e offensivo, agevolato anche da un grossolano errore di reparto della Fiorentina in occasione della rete del definitivo 1-2 di Rafael Leao, grande protagonista della serata fiorentina.

La squadra, poi, è nettamente dalla parte di Pioli, ha avuto il grande merito di remare dalla stessa parte anche sulle acque agitate dell’Arno mettendo a referto una vittoria pesantissima in ottica secondo posto, utile per registrare un incremento di 5 milioni di euro a bilancio e la certezza di partecipare alla prossima edizione SuperCoppa Italiana. Un contentino, in un anno di magra, almeno in campionato, comunque da considerare.

Fiorentina-Milan: note negative

Bussare ad “Ufficio” complicazioni semplici: la capacità con la quale il Diavolo subisce la rete del pareggio di Duncan, figlia di un enorme buco centrale nella zona nevralgica del campo e dettata dal consueto movimento del difensore a chiudere sull’attaccante avversario in trequarti, è da sottolineare con la matita blu. Alcune impostazioni dal basso superficiali, poi, con un Bennacer davvero rivedibile nell’ultimo periodo, nonché il rischio di subire gol da due rimesse laterali dalla linea di metà campo, dovrebbero far risuonare più di un campanello d’allarme dalle parti di Milanello.

La sensazione, poi, almeno dal punto di vista tattico, è che questa squadra possa davvero incassare gol in qualsiasi momento, (il più delle volte salvata) da un Mike Maignan tornato in versione Aquila, con il francese che vola, con la mano di richiamo, sul destro secco di Belotti, nel secondo tempo, e distendendosi, poi, alla grande sul tentativo ravvicinato di Mandragora.

Note dagli Inferi: cosa lascia in dote Fiorentina-Milan?

Il rovescio della medaglia di una proposta offensiva si traduce in questo difetto ormai viscerale del Milan, con il Diavolo che mostra sempre il proprio lato debole, quello sul quale è stato punito più volte nel corso della stagione. Ora, testa al Lecce (senza lo squalificato Loftus-Cheek) e in vista dell’impegno europeo contro la Roma, in uno scontro da dentro o fuori utile per decifrare il rebus riguardante il destino di Stefano Pioli sulla panchina rossonera.

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