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Napoli, Simeone: “Sentivo di dover venire qui. Sogno il Mondiale”

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L’attaccante del Napoli Giovani Simeone ha concesso una lunga intervista a “La Nacion“. Il Cholito ha parlato tanto di calcio, tra club e Nazionale, ma anche di vita privata, con il rapporto con il padre Diego e i fratelli Giuliano e Gianluca.

NAPOLI, SIMEONE: “SENTIVO DI DOVER VENIRE QUI. SOGNO IL MONDIALE”

Esordisce dicendo: Essere figlio di… ha dei vantaggi, non si può negarlo, ma d’altronde tutto costa un po’ di più. Ho lottato per dimostrare che ero uguale agli altri e non solo il figlio di…”.

Sul soprannome “Cholito”: “All’inizio non mi piaceva il soprannome ‘Cholito’, ma ora so va ancora oltre mio padre. Si riferiscono a quello che ho fatto e faccio in Italia”.

Sui fratelli, entrambi calciatori: “Giuliano è il migliore tra i tre per le sue caratteristiche e con la palla. Nel calcio serve molto di più e, d’ora in poi, a 19 anni, dipenderà molto da come risolverà anche le situazioni extra calcio. Ora dipenderà anche dalla sua personalità. Cerco molto di aiutare i miei fratelli e anche mio padre. Sono molto appassionati”.

Sulla vita oltre al di fuori del calcio: “L’adrenalina del calcio non mi imprigiona, la metto al suo posto: ne ho bisogno per migliorarmi, ma non mi imprigiona, né mi soffoca, né mi toglie la vita. Mi piace molto la meditazione e ho imparato le tecniche della respirazione. Con mia moglie, si parla molto di argomenti totalmente estranei al calcio. Mi piace viaggiare e imparare altre culture“.

Su Maradona e il legame con Napoli: È stupendo. Tutti ti parlano di Diego. Tutti ti dicono che hanno vissuto qualcosa con Diego. Te lo raccontano con passione, come se fosse successo a loro ieri e forse erano gli anni ’90. Diego non è più qui ma è come se ci fosse. Lo hanno sempre presente, tutti i giorni. La gente soffre ancora la differenza tra nord e sud. Diego li ha salvati dall’oblio. È una gioia per loro che va oltre il calcio. Questa è una città così appassionata: avere Diego tra loro è un grande orgoglio.”

Poi aggiunge: “La gente ha un cuore grande, si dona. Diego ha dato loro luce, speranza, li ha convinti di poter combattere contro il potente nord. È quello che ti dicono ogni giorno. Ha lasciato un segno per sempre. Adesso in tanti mi dicono: ‘Dato che non saremo in questo Mondiale, saremo tutti argentini’. Ci si aspetta molto dalla nostra squadra in Qatar ed è merito di Diego. L’Argentina fa parte di questa città“.

Sulla scelta del Napoli: “Al di là della grandezza (di Maradona, ndr), di quanto sia competitivo il club, c’era qualcosa dentro di me che mi diceva che era il Napoli: dovevo venire qui. La trattativa a un certo punto si è bloccata, eppure non mi sono mai mosso di un centimetro dal mio desiderio: volevo andare al Napoli. Non mi sono mai sentito come qui, a Napoli. Mi sentivo pronto per competere in una squadra davvero grande, per poter vincere. È giunto il momento e mi sento pronto”.

Sul primo gol in Champions: Mi sono lasciato trasportare dalla magia del momento. L’avevo sognato e desiderato tante volte. Quindi, in un certo senso, gli altri vedevano quello che io avevo già vissuto”.

Sulla Nazionale: “Credo sempre nella Nazionale, non rinuncio al sogno di essere nella lista dei Mondialima ci sono tanti bravi giocatori. Le possibilità le ho, e le avrò sempre: ogni domenica ho la possibilità di dimostrare a Scaloni che voglio esserci. Non mi scoraggerò mai“.

 

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