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Napoli, sconfitta di Genova fondamentale. Ancelotti ha iniziato con le sue idee. Nazionale senza identità

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[df-subtitle]Filardi: la sconfitta di Genova sia stata fondamentale per il Napoli. Si è chiuso col passato e Ancelotti ha iniziato a mettere le sue idee. Queste due linee da 4 riescono a coprire meglio il campo[/df-subtitle]

[df-subtitle]Onofri: il calcio italiano bisogna che si metta in testa di aspettare un ricambio generazionale che potrebbe arrivare[/df-subtitle]

Claudio Onofri, Rino Cesarano,  Massimo Filardi, Antonio Corbo e Stefano Salandin sono intervenuti in diretta a “Un Calcio Alla Radio”, trasmissione condotta da Umberto Chiariello su Radio CRC Targato Italia, per parlare della Nazionale italianache ieri ha pareggiato in un match amichevole a Genova contro l’Ucraina- e del Napoli.

Queste le loro opinioni riportate da EuropaCalcio.it:

Claudio Onofri, ex allenatore del Genoa:  “E’ chiaro che tu giochi contro una Nazionale che non è il Brasile, ma l’Ucraina ha giocatori importanti. In Italia il rapporto con le altre potenze  europee è diminuito di 2 o 3 gradini. Immobile segna in serie A ogni cinque minuti, ma nell’Italia sembra un calciatore mediocre. Bernardeschi nella Juve è un calciatore eccezionale, ma ha difficoltà contro. Il calcio italiano bisogna che si metta in testa di aspettare un ricambio generazionale che potrebbe arrivare. Ci sono giovani che stanno facendo bene come Pellegrini e Barella.

Cosa deve modificare il calcio attuale? Una volta ci potevamo permettere di prendere Van Basten o Ibrahimovic. Diminuivi il valore prospettico dei nostri giovani, ma poi lo rimpiazzavi con il valore tecnico e spettacolare di certi giocatori, rendendo il nostro il campionato migliore del mondo. Oggi non è così. Abbiamo stranieri bravi, ma non eccezionali. Ce ne sono tanti che potrebbero essere tranquillamente sostituiti da giocatori della primavera. Poi è ovvio che certi giovani non abbiano la possibilità di migliorare.

Noi vogliamo i giovani, ma poi se un ragazzo di 18 anni sbaglia una partita lo massacriamo e ce la prendiamo col presidente perché l”ha fatto giocare e ha sbagliato una partita. Tridente di ieri? Mi piace. Ieri i primi venti minuti ho avuto una sensazione molto buona. Si spostavano nelle posizioni giuste dove erano rimasti una volta ultimata l’azione offensiva. Questo è un dictat importante che gli ha dato Mancini. Facevano un pressing molto alto, hanno buone qualità tutti e tre. Il discorso è che ogni tanto un centravanti ti serve. È lo stesso discorso che si fa per il Napoli.

È normale che con Callejon, Mertens e Insigne fai un calcio spettacolare, ma ogni tanto serve qualche pallone in mezzo magari per Milik. Il centravanti serve.  Genova riuscirà a rialzarsi? È un esempio molto scomodo da fare. Qui per rialzarsi bisogna avere la forza di farlo e Genova ce l’ha, però, bisogna avere anche una grande mano da chi comanda e gestisce questi aspetti. A Genova saranno tirchi però quando c’è da tirar la forza, il genovese in questo senso non ha rivali ”.

Rino Cesarano,  giornalista: ‘’La Nazionale non riesce ad avere un’identità per questo non riesce a vincere. Quando non ci sono grandi giocatori diventa tutto più complicato. Non si riesce a dare un sistema di gioco adatto alle caratteristiche che ha a disposizione. Un esempio è Insigne, che non ha la fisicità per fare la punta. Il primo tempo a me non è dispiaciuto, in un centrocampo così leggero, dove Barella aveva quella propulsione ha fatto fatica.

De Laurentiis? Il rapporto con Ancelotti, con cui subito è scattata la scintilla, lo ha rapito per il modo di porsi e per il concetto di aziendalista che è piaciuto a De Laurentiis. Nelle altre squadre aveva grandi giocatori e puntava a vincere qualcosa di importante. Laddove lui era convinto di portare un progetto importante era il PSG dove tutto è franato. A Napoli ha un potenziale enorme dove tutti possono esprimersi. De Laurentiis ha sposato la filosofia del nuovo allenatore, anche se quella passata aveva fatto bene.

Il problema di questo presidente sono gli sbalzi d’umore. Noi ricordiamo quello che è successo con Benitez e con Sarri al di là di quello che hanno fatto. Allan in Nazionale? Non sono d’accordo perché io sono un italianista convinto.

Manca un giocatore come lui, anche se Barella ha dimostrato ieri di avere ottimi numeri. Fa bene il Napoli a stare su di lui e su Chiesa. Il Napoli è vigile su tante piste importanti anche di prospettiva. Possibile portarli al Napoli? Il Napoli ci sta provando con qualsiasi mezzo possibile. Ha parlato anche con qualche agente. Il fatto che ci sia Ancelotti è un bene per la crescita di questi giocatori. Ancelotti è intervenuto già quest’anno su determinati giocatori, come Verdi, gli dà garanzie ”.

Massimo Filardi, ex calciatore del Napoli: “Io penso che la sconfitta di Genova sia stata fondamentale. Si è chiuso col passato e Ancelotti ha iniziato a mettere le sue idee. Queste due linee da 4 riescono a coprire meglio il campo. Con il 4 3 3 si lasciavano i due centrali troppo soli. Il 4-3-3 lascia troppo scoperti anche in Nazionale? Assolutamente. Era diverso anche il modo in cui attaccare.

Con Sarri si decideva anche come attaccare e la squadra era molto compatta. Con Ancelotti con una squadra molto più larga si andava in difficoltà. È tutta una questione di distanze. La differenza la fanno anche i calciatori, ma bisogna sempre metterli nelle condizioni. Insigne all’inizio era fuori dal gioco riportandolo al centro del gioco Insigne ha ritrovato la migliore condizione. All’epoca era un calcio diverso.

Io mi sono trovato a cavallo tra la marcatura a zona e marcatura a uomo. Ero un falso terzino. Il mio compito era quello di non far toccare palla all’avversario. C’erano nomi importanti a quel tempo.  Disaffezione del pubblico napoletano alla partita di campionato? Dipende anche molto dal prezzo dei tagliandi. Quello contro la fiorentina mi sembrava davvero un’esagerazione. Si gioca ogni giorno e tra un po’ arriverà anche la coppa italia. Poi ci troviamo in un momento economico non florido e la gente sceglie la partita che più l’aggrada. La vetrina che dà la Champions non può darla il campionato”.

Antonio Corbo, giornalista de La Repubblica: “Il presidente si trova finalmente bene con un allenatore, non considerandolo un nemico interno, ma quasi un socio. Io so che Ancelotti si trova molto bene con De Laurentiis. So che sono amici. Ancelotti so che si trova molto bene anche a Napoli e conta di rimanerci. Bisogna togliersi il chiodo fisso della Juventus non penso che bisogna vincere.

La vittoria non è solo lo Scudetto, ma è anche fare dei bei campionati e lottare su più fronti. In Italia al momento c’è la Juventus che ha delle sue strategie, che è quotata in borsa, che ha subito un calo dopo il caso Ronaldo. È un mondo diverso ma questo non vuol dire che il Napoli non possa vincere lo Scudetto.

Penso che il punto di forza sia la fusione tra società e allenatore. Con un presidente in campo l’anno scorso ci sarebbe stato un più basso indice di ingiustizia nei confronti del Napoli.La partita Inter Juventus è stata sicuramente un ingiustizia, ma se ci fosse stato il presidente avrebbe potuto far sentire la sua presenza, considerando anche che Sarri ha detto di aver perso poi la partita in albergo, perché i calciatori erano demoralizzati.

Il rapporto de Laurentiis Sarri sarebbe continuato? De Laurentiis non ha mai scaricato gli allenatori. Ha inseguito Mazzarri fino a 4 milioni l’anno. Con Benitez ha capito che doveva andare via che era destinato al Real Madrid. Con Sarri fino all’ultimo minuto prima della partita col Crotone ha cercato di convincerlo. 

Da Gennaio scorso con la scusa di fargli gli auguri del campionato De Laurentiis ha inseguito anche Sarri. Onore a Sarri che è andato vicino al vincere lo scudetto con un gran gioco. Ma sono un’amante della verità e bisogna dire che De Laurentiis ha fatto di tutto per trattenere l’allenatore”.

Stefano Salandin, giornalista Tuttosport: “Mancini ha detto dobbiamo tornare a segnare ? Non è un dettaglio. Quando c’era Lippi da ogni fine allenamento il mantra era “fai gol”. È importante non prenderli, ma nel calcio per vincere bisogna far gol.

Si è vista anche un’idea nuova e vedere se francamente può vincere. Poi ieri abbiamo giocato contro una squadra scarsa, hanno grandi problemi. Abbiamo dei problemi. Siamo troppo piccolini e troppo leggeri lì davanti rispetto alle altre squadre.

Bisogna passare al 4-4-2 ? Sono d’accordo teniamo conto che per ora il centravanti non c’è per molte ragioni. Belotti per il momento Mancini non lo vede. Balotelli invece non c’è se n’è accorto anche Mancini.

Domenica c’è una partita importante e credo che abbia voluto risparmiare Immobile. Mi chiedo perché non dare una possibilità a Pavoletti, che è anche un giocatore che gioca nell’aria di rigore e che può sfruttare i cross di giocatori come Chiesa e Bernardeschi.  Per me Pavoletti potrebbe essere anche un’idea interessante”.

 

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