Napoli salviamo Spider Meret

Napoli salviamo Spider Meret

NAPOLI MERET – Nel mondo del calcio è risaputo che basta davvero poco, anche solo un minimo errore, per essere crocifissi dinanzi all’impietosa gogna mediatica. Persino i più grandi campioni hanno dovuto e devono sopportare feroci critiche per le prestazioni al di sotto delle aspettative; a dir la verità, sempre troppo alte.

Dopo l’ultima giornata di campionato, è toccato ad Alex Meret l’Oscar per il miglior attore; l’infelice riconoscimento di principale capro espiatorio dell’ennesima disfatta del Napoli in casa contro l’Inter. L’errore sul 2-0 di Lukaku è palese, chiaro, e non certo l’unico in campionato, ma Meret non merita di esser considerato l’occhio del ciclone di giudizi tanto letali e denigratori. Si sta pur sempre parlando di uno dei migliori prospetti del calcio italiano; nonché primo/secondo futuro portiere della Nazionale.

ESORDI – Classe 1997, Meret dà i primi calci al pallone nel settore giovanile dell’Udinese, la squadra della sua città natale. L’esordio ufficiale tra i professionisti avviene in una partita di Coppa Italia nel dicembre 2015; la prima delle uniche due presenze stagionali (la seconda nel turno successivo).

In estate viene mandato in prestito in Serie B alla neopromossa Spal, dove si ritaglia un ruolo di primissimo piano nella storica promozione in A della compagine ferrarese; difendendone i pali da titolare. Chiuso all’Udinese dal quasi coetaneo Scuffet, il giovane friulano accetta di rimanere in Emilia Romagna; ma quello che doveva essere per lui l’inizio di un sogno, si trasforma in un terribile incubo.

A causa di un serio infortunio, Meret infatti è costretto a saltare la prima parte di stagione, rimandando l’esordio in Serie A al girone di ritorno; durante il quale vive un serrato ballottaggio con il collega Alfred Gomis. Un nuovo infortunio pare frenarne definitivamente la carriera, ma a credere finalmente nelle sue grandi potenzialità è il Napoli; che lo preleva dall’Udinese per una cifra vicina ai 30 milioni di euro. Un investimento molto importante da parte della proprietà partenopea, che spera di aver trovato in Alex Meret il portiere del futuro, nonostante le poche presenze in A, la giovane età e la fragilità fisica.

NAPOLI – Ma per un beffardo scherzo del destino, al povero ragazzo tocca rivivere un film già vissuto: una frattura al braccio lo costringe a rinviare a dicembre l’esordio con la nuova maglia. Ancelotti, nei mesi successivi, decide di centellinarne il minutaggio; ponendolo in un’imprevedibile rotazione con i più esperti David Ospina e Orestis Karnezis (questi, tra l’altro, curiosamente già suo mentore ai tempi dell’Udinese). Seguendo i saggi consigli dei colleghi di reparto, Meret affina la propria tecnica tra i pali e nelle uscite; crescendo di condizione e migliorando complessivamente giorno dopo giorno. Agli albori della stagione 2019/2020, per lo staff azzurro, è pronto per assurgere definitivamente allo status di portiere titolare del Napoli.

STAGIONE CORRENTE – La stagione, questa volta, inizia come meglio non avrebbe potuto: a settembre l’ex Spal debutta in Champions League nella roboante vittoria del Napoli al San Paolo con il Liverpool campione in carica. Sembra l’incipit di una favola, ma poi, qualcosa nella stagione della squadra campana, va improvvisamente storto. Il Napoli non vince e non convince più, inanellando una serie di risultati negativi che causano la rottura dello spogliatoio; un drastico calo in classifica e soprattutto costano la panchina a Carlo Ancelotti.

Sotto la pioggia di insulti che si abbatte sui giocatori partenopei, tra i pochi a salvarsi vi è proprio Meret; che spesso riesce a rendere meno amaro il passivo delle frequenti sconfitte. Ad oggi, l’ex Udinese registra 19 presenze in tutte le competizioni, con 24 reti subite e soltanto 6 clean sheet; dati infelici, che, confrontati con la scorsa stagione, aiutano a palesare le grandi difficoltà che Meret e il Napoli stanno incontrando negli ultimi mesi. Tra le poche note liete della stagione del giovane estremo difensore, l’esordio in Nazionale maggiore.

Dopo il tutt’altro che memorabile Europeo Under 21 di giugno, in cui Meret difende la porta azzurra da titolare, il commissario tecnico dei “grandi”, Roberto Mancini, lo pone infatti stabilmente nel proprio gruppo alternandolo con Gollini; e lo fa debuttare ufficialmente a novembre scorso nella partita contro l’Armenia.

SALVIAMO MERET – Meret viene quindi invischiato nell’intricata girandola di portieri incaricati di prendere l’eredità di Gigi Buffon (suo idolo sin da bambino; mentre Ederson è per lui il migliore coi piedi; Alisson il più sicuro; Handanovic il più completo). La teorica e puramente costruttiva rivalità con Donnarumma ha già riportato alla mente dei più longevi il famoso dualismo degli anni ‘70 tra Dino Zoff ed Enrico Albertosi; e i più superstiziosi e speranzosi forse sono dell’idea che, se già Meret e Zoff condividono la stessa origine friulana, magari potranno condividere in futuro anche le stesse vittorie. Probabilmente Meret firmerebbe anche solo per avere la metà della straordinaria carriera dell’ex campione del mondo; considerato a unanimità uno dei più grandi portieri di sempre.

Nel frattempo, ritornando alla realtà, criticare così aspramente uno dei patrimoni più veri del nostro calcio è un vero delitto. Certo, i detrattori più feroci potrebbero addurre che la porta del classe 1997 non resta inviolata da ben tre mesi; cioè dall’ultima vittoria casalinga del Napoli contro il Verona, oltre al fatto che in stagione Meret ha sulla coscienza ben più del semplice errore sul gol di Lukaku.

“In medio stat virtus” direbbero i Romani: la verità e l’equilibrio stanno nel mezzo. Meret è certamente tragico partecipe della debacle del Napoli, ma non tra i principali colpevoli; anzi, spesso è stato l’ultimo ad arrendersi in una squadra fortemente in difficoltà, gettando lo scudo per ultimo; anche se molte volte non protetto adeguatamente dai suoi compagni in difesa.

Siamo sempre troppo frettolosi e cinici nel dare un giudizio negativo appena ne si presenta l’occasione; forse, bisognerebbe piuttosto lasciar correre e dare ai giovani calciatori la possibilità di crescere liberi da critiche e maldicenze. È l’unico modo per permetter loro di dimostrare quanto realmente valgono; e per permettere a Meret sia di dimostrare al Napoli che non ha sbagliato ad investire su di lui, sia di urlare con orgoglio all’Italia intera che forse qualcuno l’eredità di Buffon sarebbe pure pronto a prenderla: Spider-Meret.

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