Premettiamo: Napoli Juve non è stata “la madre di tutte le partite”, almeno nel senso che ha accompagnato questo match per buona parte del Secolo scorso.

Una volta, la vittoria sui bianconeri poteva valere mezza stagione, ricalcando un po’ i sentimenti provati da chi vince un derby.

Le cose, oggi, sono ben diverse ed evidenziano uno step di crescita importante di tutto l’ambiente napoletano, dalla stampa ai tifosi.

Certo, considerando la storica rivalità è stato uno sfizio maggiore rifilare cinque goal alla formazione costruita per vincere il campionato e per giocarsi la Champions League (a proposito: a breve, la narrazione italica inizierà a decantare l’Europa League quale competizione più importante della storia del calcio e potremo immaginare il perchè…). Tuttavia, fosse arrivata al “Maradona” una qualsiasi altra squadra al secondo posto in classifica, lo stadio – c’è da scommetterci – si sarebbe riempito allo stesso modo.

Napoli Juve, c’era una volta “la madre di tutte le partite”

Il Napoli ha mortificato gli avversari, ottenendo una larghissima e meritata vittoria, che richiama alla mente le cavalcate maradoniane con le “manite” talvolta rifilate ai bianconeri.

Ma non è chiuso nulla, anzi. I tifosi lo sanno, i cronisti lo sanno e, cosa ancora più importante, lo sanno Spalletti ed i calciatori. C’è un’infinità di punti che separano il Napoli dalla conquista dello Scudetto. Una spallata alla Juve è stata data, certo, ma il segnale che arriva è una mazzata a chi ha mostrato incompetenza totale recitando il De profundis agli azzurri dopo l’unico ko stagionale, a Milano con l’Inter. Si tratta di quel fuoco amico, o meglio, di quei nemici in casa che non tollerano i miglioramenti di questo nuovo gruppo rispetto al passato perché nel loro lessico non è previsto il periodo “mi sono sbagliato”.

A Spalletti il compito di equilibrare gioia, entusiasmo, realtà, prossime gare: i punti sono gli stessi se li ottieni contro questa Juventus o contro la Salernitana, prossima avversaria in campionato.

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