Quella tra Conte e il Napoli, nonostante siano passati mesi dal primo corteggiamento, è ancora una storia in piedi: nel frattempo, Pioli…

Il nome circola da mesi, il borsino sale e scende a seconda dei periodi; l’enigma è ancora tutto da svelare, ma i tempi sembrano maturi e ricondurre al finale del romanzo, in un senso o nell’altro, a fine maggio, a stagione conclusa. Il Napoli e Antonio Conte, secondo quanto riferito da Alfredo Pedullà, continuerebbero a discutere sulle cifre, sul mercato, sulle prospettive future.

La sconfitta casalinga subita contro il Bologna di Thiago Motta, l’ennesima batosta di una stagione nata male e che sta finendo anche peggio, se possibile, ha acuito i malumori di un pubblico che, al momento, ha ricominciato a mugugnare sulle scelte del Presidente, Aurelio De Laurentiis. La figura in grado di riportare entusiasmo e ambizioni dalle parti di Napoli, sarebbe ancora sul mercato e, dunque, obiettivo più che raggiungibile, al netto delle richieste economiche e dalla lista di un mercato che si prospetterebbe dispendioso.

Napoli, enigma allenatore ancora da svelare: Conte c’è sempre, Pioli…

Eppure, Conte non sarebbe entrato in lista come principale candidato per la guida del club azzurro e, da quel momento, circoscritto dai primi risultati negativi maturati dalla squadra sotto la gestione Garcia, non è più uscito. O meglio, non è ancora uscito, in relazione alle ultime indiscrezioni raccolte: De Laurentiis avrebbe alzato nuovamente il pressing sul tecnico salentino tentando di raggiungere un accordo sulla base di 7 milioni netti da riconoscere allo stesso Conte, con l’aggiunta di 2 milioni di euro legati ai bonus.

E se il piano A, identificato nell’ex Commissario Tecnico della Nazionale, non è ancora stato depennato dalla lista, i cosiddetti piani B, gioco forza, resterebbero in stand-by. Come, ad esempio, Stefano Pioli, tecnico del Milan più volte accostato al Napoli, oppure come Italiano e Gasperini, pallini presidenziali ma obiettivi concretizzabili solamente dopo le finali delle varie Coppe di Fiorentina e Atalanta. O per la precisione, solo dopo aver definitivamente accantonato il sogno Conte.

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