[df-subtitle]Pacchioni su Napoli – Empoli: nel campionato italiano se non giochi al massimo della concentrazione rischi di soffrire contro chiunque. Abbiamo visto un Empoli molto ermetico, bravo a chiudersi dietro[/df-subtitle]

Alcuni giornalisti ed opinionisti sono intervenuti a in diretta a “Un Calcio Alla Radio”, trasmissione in onda su Radio CRC Targato Italia per parlare di NapoliEmpoli, della designazione di Pairetto per il match del San Paolo, di Ancelotti, del ritorno delle ‘milanesi’ in campionato e di altro.

Questi i loro interventi riportati da EuropaCalcio.it:

[df-subtitle]Malfitano: “Ancelotti pensa di essere stato fortunato? Quel tanto che basta per rendere ancora più evidente la sua bravura”[/df-subtitle]

Mimmo Malfitano, giornalista de La Gazzetta dello Sport: “Ancelotti è fortunato quel tanto che basta per riempire quello che è il suo curriculum di allenatore e soprattutto per rendere ancora più evidente la sua bravura. Mi sembra chiaro che stiamo parlando dell’allenatore più vincente al mondo, che riesce a dare serenità al gruppo all’ambiente e riesce ad avere anche la battuta pronta, quel sarcasmo che non guasta mai, specialmente quando la conversazione diventa seria.

Noi parliamo comunque di uno sport che appassiona il 90% del popolo italiano. Riesce a dare l’esatta dimensione delle cose, senza perdere quella serietà quando va ad affrontare gli aspetti tecnici delle cose. Quando parli del turn over lui non ride, ti dice che cambia 7-8 giocatori e poi ti fa la battuta, dicendo“ non provate a indovinare la formazione, tanto non ci riuscite”.

Io lo stimo tantissimo e credo che con lui il Napoli farà un grande salto di qualità, almeno nel triennio che sarà a Napoli. Io condivido il pensiero di Ancelotti, perché sono dell’idea che, se ci sono più squadre a dare fastidio alla Juve, c’è più pepe in questo campionato. Credo, pensando agli ultimi risultati,che l’Inter sia una squadra in crescita. Questo dà interesse al campionato e mette pressione alla Juventus.

Ieri ero ospite in una trasmissione sportiva e il conduttore ha messo in evidenzia il calendario delle tre fino al 26 dicembre e vedendolo sembra che il Napoli abbia la possibilità concreta di batterle tutte, a differenza della Juve che incontri le top e l’Inter. L’Atalanta non sottovalutiamola, perché vedrete che uscirà fuori e ripeterà la bella stagione passata. Ancelotti in Champions è un guerriero? Io credo che sicuramente il pensiero alla Champions ci sarà.

È inutile dire che si pensa una partita alla volta, credo che sia proprio un fattore psicologico che possa influire sul rendimento della squadra. Non credo che ci possano essere dei risvolti dal punto di vista del risultato, quanto per la prestazione. Sono convinto che il Napoli vincerà, poi il pensiero alla prossima partita ci sarà ”.

[df-subtitle]Guelpa: “Ancelotti non è solo un grande allenatore, ma anche un grande psicologo”[/df-subtitle]

Luigi Guelpa, giornalista: ”Ancelotti per me è un allenatore perfetto. Non lo ritengo solo un grande allenatore, ma anche un grande psicologo. Io ti dico quello che ho scritto in questi giorni: mi sono occupato molto della situazione di Antonio Conte al Real Madrid, con Sergio Ramos che si è messo di traverso e che ha in mano lo spogliatoio.

Ecco Sergio Ramos rispose ad una domanda su quale fosse il suo allenatore preferito qualche anno fa e disse che il migliore per lui è Ancelotti,aggiungendo “perché è un uomo che ci tratta da uomini e non da numeri”.

E questa cosa Ancelotti l’ha portata anche a Napoli. Per Sarri il Napoli non aveva cambi all’altezza, per Ancelotti no. Ha saputo motivare tutti quanti, anche quelli che non avevano un grande appeal come Luperto. Vederlo titolare mi ha fatto davvero piacere. Ancelotti ha lavorato molto sulla testa di ragazzi come, creando una rosa competitiva su più fronti, grazie ad Ancelotti come allenatore.

Mi ricorda tantissimo l’allenatore dell’Argentina che vinse il mondiale nel 78 come Menotti. Galvàn sembrava un giocatore mediocre, ma sapeva che con una certa motivazione avrebbe dato l’anima in campo e così fu, tanto da essere convocato nuovamente anni dopo. Ancelotti è bravo nelle alchimie tecniche, ma conosce molto bene il profilo psicologico dei giocatori. Questo è fondamentale oggi.

Ogni tecnico ha il suo staff, l’allenatore deve gestire diverse personalità, anche in competizione tra loro. Lui riesce a farlo benissimo. Ottimi soldi quelli investiti da De Laurentiis che riesce a gestire giocatori importanti.

Gestione Milik Mertens buona? Sì. Certo tutti vogliono giocare, sicuramente poi all’interno dello spogliatoio queste situazioni vengono gestite da Ancelotti. La squadra sarà diversa da quella di Martedì. L’Empoli ci mette la gioventù e una mentalità che sta prendendo piede in Italia quella “tanto cosa ho da perdere?”. È bello da punto di vista dello spettacolo questa idea anche di giocare a viso aperto e questa cosa sta migliorando. Il Napoli è più competitivo. Se il Napoli vincesse martedì avrebbe davvero un piede e mezzo agli ottavi ”.

[df-subtitle]Parlato: “Il ritorno delle milanesi sta mettendo pepe al campionato”[/df-subtitle]

Manuel Parlato, giornalista di Canale 21: “Minutaggio di qualità? Qualità o quantità non fa differenza secondo me. O qualità o quantità il giocatore deve fare il suo dovere,deve fare gol. Quello che ultimamente è mancato a Milik. Al momento penso che nella testa di Ancelotti, piuttosto che nel turn over, penso che Mertens abbia qualche Chance in più di essere titolare. Milik sta riprendendo la forma e ha bisogno di tempo per entrare in una condizione che merita massimo rispetto.

Questo fa parte anche del discorso di questa estate. La cessione di Inglese deve far riflettere, specialmente per quanto riguarda la situazione di Milik. Campionato aperto? Il Napoli non deve sbagliare e restare in sci, però questa estate vedevamo la griglia del campionato e vedevamo fare la Juve fare un campionato a sé.

Quest’anno dobbiamo memorizzare che c’è il ritorno delle milanesi e questo mette pepe al campionato. È chiaro che la Juve sta facendo un campionato a sè e poi ci sono altre squadre che, cercheranno ovviamente di stare dietro alla Juve, ma che sostanzialmente si giocheranno un posto per la Champions . Questo Campionato sarà sicuramente più avvincente”.

[df-subtitle]Pacchioni: “Il Napoli non dovrà pensare al PSG”[/df-subtitle]

Paolo Pacchioni, giornalista di RTL 102,5: “Bisogna dire che l’Empoli in casa ha maggiori valori rispetto a quello che esprime in trasferta. Io ero al Castellani sabato e ho visto una Juve in difficoltà. Ronaldo è stato l’unico ad aver fatto la differenza.

Nel campionato italiano se non giochi al massimo della concentrazione rischi di soffrire contro chiunque. Abbiamo visto un Empoli molto ermetico, bravo a chiudersi dietro, e pronto a ripartire, ma è una caratteristiche che abbiamo visto quando gioca in casa. Non bisogna fidarsi del terzultimo posto dell’Empoli, che secondo me ha valori superiori.

Il Napoli può vincere se la partita non sarà presa sottogamba e se non pensa al PSG. Deve pensare di andare a meno tre dalla Juve e a più tre dall’Inter. Ancelotti credo sia molto bravo nella gestione di rose numerose e di qualità. Alternanza Mertens Milik? Ci sono tanti impegni e un giocatore come Mertens ce l’avrà lo spazio per giocare. Con Sarri era abituato e giocarle tutte, con Ancelotti non sarà così, ma per lui può essere un fattore positivo essere gestito.

Non ho mai sentito di giocatori che si siano lamentati per la gestione di Ancelotti. Mertens sa di essere un giocatore importante per Ancelotti e magari chissà forse Ancelotti gli avrà detto che vuole sfruttare quella rabbia che il belga accumula ogni volta che va in panchina. Oggi giocheranno le seconde linee del Napoli? Secondo me anche nelle squadre con rose molto ampie c’è una divisione tra titolari e alternative.

Gente come Rog e Diawara in questa fase non parte titolare nella partita importante contro il PSG, ma la partita importante contro l’Empoli prima della Champions può essere una buona occasione anche per loro. È chiaro che se uno va in campo con l’animo di “ vabbé tanto io gioco le partite meno importanti” e poi sbaglia pure quelle, è chiaro che va maggiore in difficoltà. Attenzione però stasera ci sono in palio tre punti esattamente come contro una grande, quindi tutte le partite sono importante”.

[df-subtitle]Gianello: “Io condannato per una battuta”.[/df-subtitle]

Matteo Gianello, ex portiere del Napoli: “Io fui in panchina contro il cittadella? Sì, ma venivo da una realtà molto piccola. Credo che anche Nicola quel giorno lì rimase sorpreso da tutto il pubblico. Io ricordo che Napoli, ce l’ho nel cuore. Come vivono la partita a Napoli, non la vivono negli altri stadio.

Giorno della promozione? Bellissimo. La matematica arrivò a genova, ma ricordo che dopo la partita di Verona, dove giocai, giocammo contro il Lecce ed erano in sessantamila. Quando salivi le scalette, sembrava una muraglia. Davano grande fiducia. Il tifoso napoletano è esigente e devi dimostrare sempre attaccamento alla maglia. La mia squalifica? Mi hanno dato 20 mesi per slealtà sportiva. Inutile nascondersi dietro un dito.

Le battute fanno parte della quotidianità. Sono le classiche battute che si fanno dietro a un bar. Io ero nello spogliatoio, ho fatto una battuta. In quel momento ero il terzo portiere. Era una battuta che io faccio ancora adesso.

Quale? Dopo tanto tempo non la ricordo nemmeno. Io non ho avuto alcuna ferita. Avrei voluto andar via da Napoli in modo diverso e ho sempre cercato di farmi trovar pronto. Avrei voluto lasciarmi in modo diverso e ho passato sette anni della mia vita. Rapporto con Napoli? Guardate sono tornato a Napoli a maggio e direttamente non mi è mai stato detto niente di spiacevole.

Mi sono portato via le mozzarella (scherza ndr). Comprendo Calaiò? Certo che lo comprendo, nessuno colpevolizzo. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Io ho fatto una battuta e poi dopo sabato sono venuto a sapere che non ero convocato. Come potevo io condizionare una partita senza nemmeno giocare! Quell’anno successe un minestrone talmente grande, che non dico hanno buttato dentro tutti, perché ci sono state conseguenze gravi e allenatori che non possono più allenare. io alla fine ho preso lo stesso che ha preso Antonio Conte. Io ora ho preso il patentino da preparatore e lavoro con i dilettanti.

Mi è stato buttato tanta cosa addosso, facendomi passare per l’amico del boss, ma il risultato è stato fumo. Mi dispiace perché vengo etichettato per quello che non sono. Per quello che mi è stato detto, alla fine ho preso 20 mesi. Mi sembrava giusto scontarli per una superficialità che ho commesso, ma non mi sembra giusto puntare il dito dicendo “ ecco quello dello scommesse!” ”.

[df-subtitle]Pozzi: “ Tutti abbiamo apprezzato il gioco di Sarri, ma con Ancelotti c’è stato un cambio di mentalità!”[/df-subtitle]

Nicola Pozzi, ex giocatori di Napoli ed Empoli: “Io ebbi un problema. Ai tempi anche nello staff medico mancava tutto. Ho avuto un problemino non curato bene e mi ha tenuto fuori molto. Collaterale interno. Fu un peccato per me era una bella opportunità.

Io dovevo andare al Bari, ma preferii il Napoli dove c’era un progetto importante. Inutile piangersi addosso e alla fine qualche soddisfazione me la sono tolta. Quel giorno il Napoli non giocò benissimo e noi ne abbiamo approfittato. Noi avevamo gente affidabile e di categoria come Marchisio, Giovinco, Vannucchi. Gianello? C’erano lui e Belardi. Poi Matteo si impose era il classico uomo spogliatoio, anche a me tirò le orecchie.

Lui faceva gruppo ed era da compagnia. Empoli può creare di difficoltà? Sicuramente è complesso avere quelle ca. Il Napoli a me impressiona adesso. Tutti abbiamo apprezzato il gioco di Sarri, ma con Ancelotti c’è stato un cambio di mentalità. Ora è davvero dura giocare col Napoli. L’Empoli ha principi di gioco e gioca a calcio. Loro non cadono, hanno quell’idea di gioco e non cadono.

In una partita singola anche se provano ad evitare le trame del Napoli, il Napoli può trovare difficoltà. Il Napoli ha tante soluzioni però adesso in mezzo al campo, con un Allan stratosferico. Lo è stato per il Liverpool e lo sarà per chiunque. Sarà dura, ma con le sue qualità l’Empoli può creare problemi al Napoli ”.

[df-subtitle]Mauro Bergonzi: “Pairetto a Napoli? L’avrei designato anche io”[/df-subtitle]

Mauro Bergonzi, ex arbitro: “Napoli Juve? Un arbitro può mettere in conto che può sbagliare. Ho dovuto ricominciare. Ho dovuto lavorare forte e sono tornato a grandi livelli. Ai miei tempi ci davano un foglio dove non potevamo arbitrare per motivi legati alla città o alla famiglia. Addirittura io non ho potuto allenare il Bologna, perché aveva uno sponsor sulla maglia di cui io sono dirigente generale.

Pairetto non può allenare la Juve adesso? Non so come funziona al giorno d’oggi. Forse non ci lavora più o forse sarà cambiato di nuovo. Ai miei tempi si compilava questo questionario giustissimo. Io avevo dialogo con i giocatori? Si è vero, verissimo! Ero anche un po’ un precursore dell’arbitraggio un po’ più confidenziale. Rizzoli bandiera di questa atteggiamento? Siamo stati in tanti.

Rizzoli ha fatto una carriera migliore della mia, ma siamo tutti dello stesso corso. Il calciatore così si sente rispettato. Tu devi dialogare con tutti i giocatori, il campione del mondo e quello che retrocede in serie B, passatemi il concetto. Sono tutti contenti in questo modo. Quanto mi piace fare il dirigente? Bellissimo. Sono stato già squalificato per un paio di giornate per proteste. Quando sei dall’altra parte non te ne rendi conto.

Dopo Napoli Juve? Buffon fu gentilissimo. Mi difese alla Domenica Sportiva. L’arbitro è una figura complicatissima. L’arbitro è il più grande egoista della storia (scherza ndr). Fossi stato il designatore avrei mandato Pairetto? Assolutamente sì.

Se non ci sono condizioni di preclusione assolutamente sì. Se vuoi arbitrare in serie A, devi essere sereno sempre. Orsato Inter Juve? Orsato ha fatto forse la peggior partita della sua carriera. Ancora adesso secondo me non è del tutto ripreso. Gli arbitri sono come calciatori, sono esseri umani. Non sapete che pressione hanno addosso gli arbitri. Bisogna non creare ulteriori tensioni dove non ci sono.

Pairetto può fare il Napoli e quindi arbitrerà la partita con la maggior serenità possibile. La mia squalifica? Gli ho chiesto scusa. Ho detto “scusa non accadrà mai più” e se accade qualcosa mi auto-squalifico ( scherza ndr) ”.

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