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Napoli De Laurentiis: “Abbiamo avuto un incidente ancelottiano. Su Osimhen…”

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NAPOLI DE LAURENTIIS – In occasione della conferenza stampa tenutasi all’Hotel Britannique per il ritiro estivo a Castel di Sangro, Aurelio De Laurentiis ha parlato ai media presenti.

Queste alcune dichiarazioni del patron del Napoli, riportate da “Il Corriere dello Sport“: “La mia antipatia è una capacità di sintesi che a molti non piace. Ma d’altronde a Napoli ci sono ancora i Borbone. Sono molto incasinato fino a giovedì, ma sono aperto a fare un incontro con voi per parlare di mercato. Ora però dobbiamo valorizzare questo evento a Castel Di Sangro. Arriverà un milione di napoletani, siamo distanti appena un’ora e si muoverà tanta gente. Il Covid ci ha chiaramente limitato nelle scelte, ma Castel di Sangro ha delle strutture che io ignoravo. C’è un campo di calcio spettacolare, sono rimasto impressionato. Nemmeno al San Paolo abbiamo certe attrezzature“.

NAPOLI DE LAURENTIIS – Prosegue: “C’era indicazione folle della Lega di ricominciare il 12 di settembre, ma se uno deve far riposare i calciatori e poi farli allenare per la nuova stagione, come si fa? Per me il campionato dovrebbe ripartire a fine settembre, o meglio il 4 ottobre“.

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Poi: “Osimhen? Chi lo sa, è il bello del gioco. Se inizierà il ciclo di Gattuso con un rinnovo per tre anni? C’è bisogno di sottolinearlo? Scrivete ciò che volete. Avete visto il Sassuolo? Quanti gol ha fatto quel Caputo a 32 anni? Bisogna essere umili, non cercare sempre nomi e proclami che si riversano sempre contro. Il tweet? Non capisco di che ultimatum si parli. Chi può dire che giovedì non abbia qualcosa da annunciare? Fatemi sapere, o vengo io qui o venite voi a Capri“.

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Infine: “Il Napoli è sempre stato una macchina da Europa, quest’annno abbiamo avuto un incidente ancellottiano e abbiamo dovuto recuperare. Dovete ringraziare il Signore che mi mette una mano sulla spalla, ai 60 anni di Ancelotti parlai tre ore con Gattuso. Ne rimasi impressionato, il mondo dei calciatori non è che ti dia tanti argomenti, mentre con Rino si poteva parlare di tutto. Non era un uomo inquieto, ma appagato personalmente ed economicamente. Non c’è uno spasmodico rincorrere miglioramenti, sono persone che svolgono la propria professione per amore e danno il meglio tramite la professione“.

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