Signore e signori, mettetevi comodi, parla Radja Nainngolan. E quando lo fa è meglio ascoltare. Il centrocampista dell’Inter ha concesso una splendida intervista al Corriere dello Sport durante la quale ha parlato, come sempre, senza peli sulla lingua esprimendo la propria opinione su temi scottanti come Icardi, Monchi e… Ecco le sue parole.

Sulla sua personale stagione: “I voti li date voi. Ho avuto alcuni infortuni e sicuramente l’annata poteva andare meglio. Mi ha condizionato lo stop durante il precampionato: non è stato un problema leggero, ma in una zona delicata come il retto femorale della coscia sinistra. Se avessi svolto una preparazione fisica completa, magari non avrei avuto un acciacco dietro l’altro. Purtroppo invece non sono mai arrivato al top della forma anche se ho sempre dato il massimo per aiutare i miei compagni. Rispetto ad altre stagioni sono meno soddisfatto delle mie prestazioni”.

Sugli infortuni: “Ho 30 anni e sto diventando… grande. Nella mia carriera in media ero abituato a giocare 40-50 incontri a stagione. Qui all’Inter invece ho fatto 8-9 gare e poi mi sono dovuto fermare. E’ successo tre volte. Così è tosta perché ricaschi continuamente nel buco da cui eri appena uscito. Quando partecipi alle coppe europee le partite sostituiscono gli allenamenti. E io per essere al meglio ho bisogno di giocare”.

Sulla gara col Frosinone: “Dipende dai risultati delle altre. Nell’ultimo mese abbiamo sbagliato contro la Lazio, un match che se vinto ci avrebbe portati a +8 sulle altre. Ora siamo a +5 e, se sbagliamo un’altra volta, rischiamo di essere di nuovo a stretto contatto con chi ci insegue. Per questo dico che, per sicurezza, dobbiamo puntare a vincerle tutte. Il Frosinone ha corsa, grinta e uno stadio nuovo con tifosi caldi. In passato lì ho vinto una sola volta facilmente e quest’anno loro ci hanno creato difficoltà all’andata. Loro hanno vinto due gare di fila e proveranno a conquistare i tre punti anche domani. Questo magari può esser un vantaggio per noi”.

Su Icardi: “In una squadra tutti sono importanti, ma nessuno è indispensabile. Mauro è forte, noi però abbiamo anche un altro grande attaccante (Lautaro, ndr) che ha fatto benissimo quando ha giocato ed è destinato a un futuro da top. Io dico che se Icardi ha avuto problemi con qualcuno, toccava a lui risolverli e non farli ricadere sulla squadra. Se n’è parlato troppo, però. Ora basta. Si sta allenando ed è a disposizione come tutti noi. Se continua così e fa gol, è un giocatore importante”.

Sulla gara di sabato prossimo contro la Roma: “Ancora non ci penso. Sono sereno. All’andata, all’Olimpico, ho… lasciato perdere e non ho voluto giocare (ride, ndr). Ero infortunato purtroppo. A Roma ho vissuto anni indimenticabili e ho tanti ricordi belli: la scorsa stagione abbiamo raggiunto obiettivi importanti, ma le avventure finiscono e se ne aprono di nuove. Quello con l’Inter è un altro capitolo bello e ora penso solo a far bene qui”.

Su Monchi: “Con lui avevo un rapporto aperto: riuniva spesso i 6-7 giocatori più rappresentativi e tutti insieme parlavamo di come fare il meglio per la società e la squadra. Mi sentivo un calciatore importante. Poi, però, ho saputo le cose che diceva di me e quelle mi sono piaciute meno. Tre giorni dopo il suo addio alla Roma, la squadra di cui diceva di essere innamorato, era già d’accordo per tornare a Siviglia. Per me questo dimostra molte cose. Senza di lui ipoteticamente avrei potuto essere ancora là o anche in un’altra squadra perché magari la Roma mi voleva mandare altrove. La mia destinazione (l’Inter, ndr) però l’ho scelta io perché Spalletti ha spinto per avermi ed è stata la decisione giusta”.

Sulla doppia operazione Nainggolan-Zaniolo tra Roma e Inter: “Per me non è un problema perché ognuno ha la sua carriera. Io ho giocato 10 anni ad alto livello, 9 bene e questo così così. Lui ha fatto 20 partite in A, 18 buone. E’ normale che si parli bene dei giovani ai quali adesso tutto viene servito su un piatto d’argento, mentre prima un ragazzo doveva dimostrare molto di più, anche solo per arrivare in Serie B. Sono contento per lui e gli auguro il meglio perché non sono invidioso di nessuno. Io penso alla mia carriera e stop. E’ facile fare una stagione buona, ma vediamo tra 10 anni”.

Su Totti: “Francesco fondamentale in futuro per la società Roma? Lo spero. Anche senza un ruolo importante, però, lui rappresenterà sempre e a prescindere la Roma. Non ha bisogno di una carica più o meno importante per dimostrare chi è. Gli auguro il meglio perché gli voglio bene”.

 

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