Muslimovic Padova: “In biancoscudo esperienza importante, Rimini indimenticabile. Sullo un grande” – ESCLUSIVA EC

Muslimovic Padova: “In biancoscudo esperienza importante, Rimini indimenticabile. Sullo un grande” – ESCLUSIVA EC

MUSLIMOVIC PADOVA – Dopo un grande inizio di campionato, nell’ultimo periodo il Padova ha ottenuto risultati molto altalenanti: se da un lato è arrivata la grande vittoria sul campo del Vicenza, nelle ultime due gare la squadra di Sullo ha incassato altrettante sconfitte per mano di Südtirol e Feralpi Salò.

Domenica l’avversario è il Rimini, reduce dal ko tra le mura amiche contro l’Arzignano, risultato che è costato caro al tecnico Renato Cioffi, esonerato e sostituito da Giovanni Colella.

MUSLIMOVIC PADOVA – Per la gara di domenica, “Europa Calcio” ha contattato in esclusiva Zlatan Muslimovic, ex attaccante che durante il lungo percorso calcistico ha vestito le maglie di entrambe le squadre (a Padova nel 2003/2004 e in Romagna la stagione successiva).

Ora vive a Sarajevo e ha appena intrapreso il percorso di agente sportivo, come lui stesso conferma: “Sì, sto cercando di diventare procuratore sportivo. La Bosnia-Erzegovina è una perla, ci sono numerose difficoltà ma abbiamo tanti bambini e ragazzini bravissimi. Cerco di portarli in buoni club in modo che provino a realizzare il loro sogno, hanno grande talento. Anche altri miei connazionali ancora in attività, come Dzeko e Lulic, sono molto attivi e attenti ai nostri giovani“.

Quanto a quel suo importante biennio 2003-2005, Muslimovic analizza con chiarezza e sincerità una significativa differenza tra quelle due squadre: “Ricordo con grande piacere Padova. E’ una città stupenda e piena di opportunità. Però la squadra, non solo quell’anno in cui c’ero io, fa sempre molta fatica a raggiungere il proprio obiettivo. Spesso ci arriva vicino, ma per un motivo o per un altro non centra ciò che si era prefissato.

Una diversità con il Rimini la notai subito: in Romagna c’era un grande collettivo. Presidente, allenatore e squadra erano un tutt’uno. Il calcio è fatto così, bisogna tutti guardare verso lo stesso obiettivo, ma tutti assieme, se anche c’è una piccola cosa che non funziona in questo senso, salta tutto il resto.

Penso al tecnico Acori, che era il braccio destro di patron Bellavista: mi chiamava tantissime volte al giorno, non ho mai avuto in carriera un allenatore che si occupasse di me così tanto, e aveva tempo per farlo anche con tutti gli altri miei compagni di squadra.

Al Padova, invece, c’era molta meno coalizione e alchimia nel gruppo, e di conseguenza la situazione generale era più difficoltosa, nonostante la squadra fosse di grandissimo valore, con giocatori forti come Zecchin, La Grotteria, Porrini e il portiere Colombo“.

Non un bel ricordo di Padova quindi…

No no, invece è un’esperienza che conservo tuttora. E’ stata la prima squadra in cui ho giocato con continuità. Ero un ragazzo e arrivavo dall’Udinese, ero giovane e volevo tutto subito. Ma quando vai avanti trovi sempre delle difficoltà, dalle quali cerchi sempre di crescere e imparare. Ricordo quanto Fabrizio Romondini mi aiutò. Padova è stata una tappa molto importante per me e la mia carriera“.

Peraltro, uno dei suoi 6 gol in casacca biancoscudata lo segnò proprio al Rimini, si ricorda?

Certo, però ero stato io a dare prima la palla a Cecchini sull’esterno (ride, ndr). Il Rimini mi voleva già da prima che arrivassi a Padova, ricordo che dopo la gara d’andata (terminata 0-0, ndr), Acori si avvicinò a me e mi disse: “Qui ho Floccari e Ricchiuti, ti vedrei molto bene con loro…”. Io gli risposi: “Non decido io, se non torno a Udine vediamo. Ma adesso penso solo al Padova”. Mentre pochi mesi prima mi convinse il diesse Vignoni a scegliere i biancoscudati, era un grande“.

Quando tornò all’Euganeo per la prima volta da ex, a settembre 2004, una parte dei tifosi padovani la fischiarono. Come si sentì?

Sono cose che fanno parte del calcio, alcuni si arrabbiano e altri no. Ma la cosa non mi scalfì più di tanto: se alcuni tifosi mi fischiarono, significa che qualcosa avevo fatto, sarebbe stato peggio se gli fossi stato indifferente. Quell’anno a Rimini andammo in Serie B, ma se ci fossi andato dodici mesi prima col Padova sarei stato ugualmente felice. Sono uno che guarda sempre positivo, non provo alcuna amarezza“.

Proprio questa domenica c’è Padova-Rimini. Si sente di dire qualcosa alle due piazze?

Quanto alla partita, che vinca il migliore. Di entrambe ho un bellissimo ricordo, forse di più con il Rimini, anche perché quella fu una stagione fantastica. Saluto in particolare i tifosi riminesi di Bellariva. Auguro a entrambe le squadre di fare una grande stagione, i giochi sono ancora apertissimi“.

Peraltro, l’allenatore del Padova è Salvatore Sullo, suo compagno di squadra al Messina. Come lo ricorda?

E’ una bravissima persona, e uno che conosce molto bene il calcio. Ai tempi del Messina era forte e bravo, e già allora aveva la capacità di leggere e analizzare le squadre avversarie. In campo sapeva già tutto quello che doveva fare. Gli mando un grande in bocca al lupo“.

FONTE IMMAGINE: www.sportske.ba

 

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