Montella, attuale Commissario Tecnico della Turchia, ha raccontato le difficoltà riscontrate alla guida delle nostre squadre italiane

Vincenzo Montella ha archiviato il passato ed è ripartito dalla Turchia, che gli sta affidando una seconda chance dopo esperienze abbastanza controverse vissute alla guida di diverse squadre italiane, tra le quali il Milan. Dapprima, alla guida dell’Adama Demirspor, poi, attualmente, dal 21 settembre scorso, sulla panchina della Nazionale turca, con la quale ha già staccato l’ambito pass per il prossimo Campionato Europeo che si terrà in Germania.

Malgrado la conquista di una SuperCoppa italiana alla guida dei rossoneri, l’esperienza in rossonero non si è rivelata particolarmente fortunata. L’ex centravanti della Roma ha guidato il Diavolo a cavallo tra l’ultima era Berlusconi e la nuova alba cinese, iniziata con un mercato faraonico e poi conclusasi malamente, impolverata negli archivi di Casa Milan. Intervenuto ai microfoni di Sportmweek, Montella ha affrontato il tema riguardante le non entusiasmanti esperienze vissute in Italia da tecnico esaltando il presente in salsa turca:

In Italia mi avevano voltato le spalle: venivo continuamente preso come capro espiatorio ed incolpato per cose che non riguardavano solamente il mio operato. Ora, sono felicissimo di guidare una Nazionale importante come quella turca: si respira continuamente calcio e ricopro un ruolo importantissimo, per il quale sento grande responsabilità. C’è tantissimo nazionalismo in questo Paese e una grande devozione per la bandiera turca. Essere qui è un privilegio: ho voltato pagina dopo un periodo molto complicato”.

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